Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #15: Broke With Expensive Taste (2014) di Azealia Banks

7 novembre 2014 § Lascia un commento

L’album che abbiamo ascoltato per voi merita un’introduzione particolare da parte di ElFecondadòrDelPartenón. A te la parola, Fecondadòr.

Grazie, DR.
È una stronza, è acida con il mondo, su Twitter ha scatenato faide infinite con chiunque, è arrivata a litigare perfino con gli Stone Roses e la sua epopea con Lily Allen potrebbe essere iscritta negli annali del trash, ma una cosa è sicura: Azealia Banks ha un enorme, incredibile talento. Già all’avanguardia quando nel 2011 se ne uscì con un pezzo che a suo modo ha fatto storia, quella 212 che in poco meno di tre minuti e mezzo condensava tre canzoni in una e quattro stili in uno, da allora, tra infinite controversie con la label (con la quale a malapena è riuscita a pubblicare un breve quanto indicativo EP nel 2012, il ballabilissimo e godibilissimo 1991, fusione perfetta di ritmi house e suggestioni rap ad amplissimo spettro) e un perfezionismo ai limiti dell’indescrivibile, si è capito che la giovanissima statunitense era un gioiello raro.
Ben più azzardata nelle scelte stilistiche rispetto alle buffonate di Nicki Minaj, più sinuosa e solida nel trasporto di una M.I.A., dotata di una vocalità eclettica e raffinata (la ragazza ha anche lavorato nel frattempo a Broadway), la signorina ha capito che avvicinare la house (in tutti i suoi approcci e sottogeneri) al rap era impresa tutt’altro che impossibile e ridicola, ma che anzi dovesse essere incentivata, (ri)scoperta e avvicinata con uno sguardo che potesse (anzi dovesse) essere il più anni Dieci possibile. Se già il lungo e affascinante (ma dispersivo) mixtape a titolo Fantasea mostrava a più riprese questo intento, il lungamente atteso e a più riprese rinviato Broke With Expensive Taste (rigettato dalla sua ex-label non si capisce bene per quale motivo), uscito a sorpresa quando oramai CHIUNQUE aveva perso le speranze, declina queste intenzioni in maniera organica e lucidissima, sfidando convenzioni e cliché con una lucidità e una solidità impressionante. Quello che segue è il resoconto di un ascolto che ha regalato sorprese ed elargito emozioni in quantità.

Quella degli Stone Roses non la sapevo, ma non è che ci voglia tanto a litigare con loro.

Ah, beh, senz’altro.

Dai, cominciamo.

EFDP: E comunque diciamolo: la copertina è una figata astronomica. DR: Sì, dai, molto carina. EFDP: Sì, dai, con "figata astronomica" ho volutamente esagerato.

EFDP: E comunque diciamolo: la copertina è una figata astronomica.
DR: Sì, dai, molto carina.
EFDP: Sì, dai, con “figata astronomica” ho volutamente esagerato.

[Idle Delilah]

ElFecondadòrDelPartenón: Ritmica quasi caraibica.
DeReviùer: Sembrano gli Autechre.
EFDP: oddio, sembrano gli Autechre in effetti. Poi come non detto, parte il trappone culone.
DR: Cassona! E ora, voce e campanacci.
EFDP: E trombette caraibiche, allora l’effetto non me l’ero immaginato io.
DR: Più che una trombetta, mi sembra una chitarra distorta, sento le plettrate. Voci spezzate qua e là.
EFDP: Lei che rappa a velocità supersonica.
DR: Ecco le percussioni che mancavano agli Arcade Fire.
EFDP: A Reflektor mancava tutto.
DR: Ecco gli animali della giungla che mancavano agli Arcade Fire.
EFDP: Ecco come si decostruisce un pezzo pop, ricomponendolo in altre forme.
DR: Rap sommesso in sottofondo che emerge. E torna la chitarrina.

[Gimme A Chance]

EFDP: La base sembra old-school, ma il trattamento riservatole è tutt’altro che old-school.
DR: E all’inizio fatichi a trovare battere e levare.
EFDP: JAR MOFF!
DR: [ride] Ce li vedi, assieme?
EFDP: Mamma mia! Belli comunque gli ottoni, la base è davvero costruita benissimo.
DR: Se non fosse per gli scratch, il campione sarebbe proprio roba di Jar Moff.
EFDP: Beh, chi ti dice che il caro Jar non possa stupirci piazzando millemila scratch nel nuovo disco?
DR: Vedremo. Basso ciccionissimo, intanto.
EFDP: E ora vai di salsa.
DR: [canticchia] “SEÑOR BUUUUUUUUUUUUURNS!”
EFDP: Eh? [ride] No, ma Azealiona e lo spoken-word in spagnolo?
DR: OK, cosa sto ascoltando? [ride]

[Desperado]

EFDP: E la base garage-house con inserti pianistici?
DR: Chiamate Burial!
EFDP: DIO, CHE FIGATA ASSURDA!
DR: Scat spaziale.
EFDP: Garage-house never sounded so gangsta.
DR: Con campione spaziale rubato ai White Zombie.
EFDP: Davvero?!
DR: Si sente nell’incipit di Super-Charger Heaven, da Astro-Creep 2000. Chiaramente è preso da altro, ma non so dirti.
EFDP: E ora rallenta pure i toni. Campioni di telefoni. No, va beh, qui la base è qualcosa di impressionante.
DR: E si ammoscia. E si ripiglia.

[JFK]

EFDP: Future-rap con inserti cyber.
DR: Synth reggae.
EFDP: Bellissima definizione, in effetti il ritmo ciondolante è quello.
DR: Bene, ora mi sento dalle parti dei T99.
EFDP: Rammentami che hanno fatto.
DR: Techno belga anni ’90 fighissima che nessuno caca più, Anasthasia, l’album “Children Of Chaos”.
EFDP: OK, ora ricordo. E guarda che vocina ti tira fuori la Azealia.
DR: Bene, il Pitbull della situazione.
EFDP: Sì, un po’ inutile a dire il vero. E ora cloud-rap con rallentamento alla Burial.
DR: Da come lo stiamo affrontando, sembra un’enciclopedia.
EFDP: Beh, ci sta infilando di tutto di più.
DR: Sì, come Prince.
EFDP: È colpa mia se ti viene da citare miliardi di roba?
DR: No, anzi, evviva.
EFDP: Bellissimo groove comunque.

[212]

DR: E questa già la conosciamo.
EFDP: Ed è sempre un grande ascoltare.
DR: E indovina un po’? Cambiamo genere di nuovo. [ride]
EFDP: Yeah! [canticchia] I’ma ruin you cunt, I’ma ruin you cunt.
DR: [canticchia] Hey yooooo!
EFDP: [canticchia] WHAT YOU GON’ DO WHEN I APPEAR, OH WHEN WHEN I PREMIERE!
DR: In effetti abbiamo già detto due anni fa. DUE ANNI FA, ti rendi conto?
EFDP: Sì, dai.

[Wallace]

DR: Ritmica sghemba.
EFDP: Sì, di nuovo parecchio caraibica. C’è qualche sottinteso dub che colgo qua e là.
DR: E infatti ecco altre percussioni a dare conferma, dritte dritte da Crash Bandicoot.
EFDP: VERO! Lei si destreggia tra la sua vocazione da MC e il canto, basi sempre molto inventive.
DR: Come pure negli altri pezzi.
EFDP: Roba che i Run The Jewels si sognano. E ora pure scale arabe. MA CHE È?
DR: [canticchia] Yippie-yo, yippie-yay!
EFDP: [ride]
DR: [canticchia] Hot laaaaavaaaaaaaa!
EFDP: A qualcuno piace caldo.
DR: O anche calda.
EFDP: Volendo.
DR: Ah, no, non erano maiali, era un cane. Ritiro quel che ho detto.

[Heavy Metal And Reflective]

EFDP: Che già conosciamo e con cui mi sono fogato questo Agosto. E qua ci vogliono le culone che twerkano a ritmo.
DR: Un piede negli anni 2010, l’altro negli anni ’80.
EFDP: Crossover impossibili.
DR: Dite a Xzibit di chiudere tutto. Gli voglio bene e tutto, però…
EFDP: Ma dai, lui pimpava le ride e basta.
DR: Vabbe’, oh, chi per lui. E poi non l’ho scelto a caso, se ruggiscono i motori.

[BBD]

EFDP: Trap in chiave seapunk, ci vuole uno di quei video stroboscopici da Fantasea. Qua il tiro è un po’ più “convenzionale”, ma le Bad Bitches di Azealia sanno il fatto loro
DR: Tutto vero. Sì, insomma, “bitch”, “nigga”, si vogliono bene.
EFDP: E intanto, ritmo sincopato e basso culone di nuovo. La base in chiave 8-bit potrebbe provenire da qualsiasi colonna sonora di un gioco del Game-Boy.
DR: “Dai, ora vi faccio partire la base house… col cazzo!”
EFDP: AH-HAH! (Nelson mode on)

[Ice Princess]

DR: [canticchia] “Eppure il vento soffia ancoraaaaaa…”
EFDP: E allora mettiamoci i carillon bjorkiani sopra a una base nigghissima.
DR: Indugiamo sul trap, eh?
EFDP: Beh, è la tendenza rap dell’ultimo biennio, sarebbe stata scema a non sfruttarlo, però l’elemento carillon e le staffilate vocali di ghiaccio convincono.
DR: [canticchia] “E la barca tornò sooooolaaaaaa…”
EFDP: E ora parte la parte trance-houseprodigy
DR: Eccola! Mi pareva strano che rimanesse sulla trap.
EFDP: Sì, però dura poco poco, eh?
DR: (‘Sto disco è ‘na fagottata de robba!)
EFDP: (Ma davèro!)
DR: E di nuovo Afrojack.
EFDP: Tanta roba questo pezzo, ma proprio tanta.

[Yung Rapunxel]

EFDP: I Prodigy passati al frullatore.
DR: E pure questa non è inedita.
EFDP: Lo so, il video era bello, peraltro.
DR: Voci distorte carnevalesche.
EFDP: Scream, rap sommesso, base inventiva, stacchi e ripartenze. E riprende anche una parte di 212 nel rap, ora che ci ho fatto caso.
DR: Davvero?
EFDP: Sì, grossomodo attorno a 2:40, ma è giusto per qualche secondo.
DR: Ci tornerò dopo.

[Soda]

EFDP: Droni heckeriani in partenza e comincia a delinearsi pian pianino un beat bello house. Ovvài, il seguito di 1991!
DR: Dite a Crystal Waters di chiudere tutto.
EFDP: Va beh, mo’ non esageriamo.
DR: Era per dire.
EFDP: Però ci va vicino.
DR: INDOVINO LE COSE!
EFDP: Comunque la base è figosissima e stilosissima.
DR: Qua si torna bambini, altroché.
EFDP: Mamma mia!

[Chasing Time]

EFDP: Anche questa credo di averla già ascoltata.
DR: In effetti, il pezzo è stato rilasciato come singolo a settembre.
EFDP: Ecco, infatti me lo ricordavo bene.
DR: Ancora house dei tempi belli.
EFDP: Ma molto più slabbrata e coraggiosa, bellissimo il groove della melodia.
DR: Cassa a cazzi suoi.
EFDP: E ci piace così

[Luxury]

EFDP: EURO REVIVAL MANIA, i French Affair le fanno una pippa.
DR: Ma veramente!
EFDP: E qua capisco anche perché i Disclosure volevano collaborare con lei. Che stacco house, mamma mia, quanta goduria, e pure i fischi sullo sfondo!

[Nude Beach A Go-Go]

EFDP: Che è ‘sta roba?! Dio, che trollata!
DR: [ride]
EFDP: Ci mancava il pezzo surf-pop cantato à la Lady GaGa.
DR: Chiamate i B-52’s!
EFDP: O gli Shadowy Men On A Shadowy Planet.
DR: No, vabbe’, sto morendo dal ridere, qua. [ride]
EFDP: Dai, non ce la posso farcela, ma che è?? E ora leggo che questa è roba scritta assieme ad Ariel Pink. ADESSO TORNA TUTTO!
DR: Ah, OK! Ma anche chi se ne frega!
EFDP: Ma sì, via, non sarà un pezzo di 2 minuti ad inficiare il godimento complessivo, comunque estremo.

[Miss Amor]

EFDP: Missy Elliott è tornata in vita?
DR: E gioca a Crash Bandicoot.
EFDP: Yeah!
DR: Acid house, perché no? Synth à la Aphex Twin.
EFDP: La Banks ha una conoscenza della house mica da ridere, comunque.
DR: Pare proprio di sì. Se non ce l’ha lei, i produttori mica scherzano.
EFDP: Ma io credo che sia una scelta sua consapevolissima. Insomma, con la house ci flirta dal debutto.
DR: E questo s’è capito, ma lavora pure con un sacco di gente, eh?
EFDP: Senza alcun dubbio, però sai, non credo sia tantissima la farina dei produttori, al di là di tutto. Comunque, staremo a vedere. In ogni caso, pezzo che spacca.

[Miss Camaraderie]

EFDP: Trance-rap.
DR: Accordi minori campionati come ai bei tempi del FastTracker.
EFDP: Beato te che riesci ad avvertire queste cose. Ho bell’e capito comunque che questo disco lo ascolterò ad libitum.
DR: Non escludo che lo farò anche io. Cioè, i suoni di quand’ero bambino, ti rendi conto?!
EFDP: Eh, sì, ma questo disco sa rielaborare il passato con un’inventiva incredibile. Peccato che si sia giocata tutto l’hype che aveva (colpa anche dell’etichetta, va detto).
DR: Beh, vediamo se riuscirà a recuperare. Finalone con fiati sintetizzati/campionati.
EFDP: Yeah!
DR: E il disco finisce su un basso acid house.

EFDP: Questa ha indovinato tutto!
DR: 8+.
EFDP: Per adesso sono anche io sull’8, vediamo se con altri ascolti si alza o si abbassa.
DR: Da quand’è nata nel ’91 a oggi ha assorbito praticamente tutto quel che è uscito nella classifica dance mondiale.
EFDP: E ci ha infilato stacchi rap mica da ridere.
DR: E tutto questo è stato quattro anni in cantiere. Ma chi l’ha trattenuto, mi chiedo?!
EFDP: Stento a capirlo anche io.
DR: Fantasea già sballottava e a quanto pare era solo l’antipasto. Lì era zapping forsennato, qui è molto più omogeneo.
EFDP: Qui è tutto molto meglio prodotto, molto meglio congeniato. […] Un commento che ho trovato su last.fm: “R.I.P. Iggy Azalea (2012-2014)” [ride]
DR: L’ho letto anche io. E anche ‘sti cazzi.
EFDP: Di Iggy Azalea? Hai voja!
DR: Comunque, album geniale e complesso. Brava!
EFDP: Brava, altroché!
DR: E completamente folle.
EFDP: Lei è una pazza scatenata, non oso immaginare cosa possa fare in futuro.
DR: So solo che si dovranno aspettare anni, perché ci si metta alla pari.
EFDP: Poco ma sicuro, anche perché nessuno nell’attuale mondo urban ha osato una cosa del genere e i riferimenti alla eurodance degli ultimi anni erano del tutto scevri da contaminazioni così efficaci.
DR: Ma anche senza contaminazioni, erano imitazioni scialbissime.
EFDP: Ah, sì, senza alcun dubbio.
DR: Qui sono molto più “fedeli”.
DR: Mi sa che è l’album migliore che abbiamo ascoltato in parallelo, assieme a quello dei Five Starcle Men.
EFDP: Poco ma sicuro.

Quest’articolo meriterebbe anche un finale scritto da ElFecondadòrDelPartenón, che deve scegliere anche la sigla.

Posso scegliere la sigla, lì vado sul sicuro, ma il finale scrivilo tu, dai.

OK, come vuoi.
Solo che non ho niente da dire, quindi via, passiamo alla sigla.

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