Vabbe’, oh, visto che ci siamo… Antichrist (2009) di Lars Von Trier.

12 aprile 2014 § Lascia un commento

Poiché i film di questa trilogia sono stati visionati nell’ordine sbagliato, compromettendo così la correttezza filologica del mio operato, quest’articolo inizierà e terminerà come una barzelletta risaputa e raccontata male.

SU! LE! MANI!

SU! LE! MANI!


Allora, ci stanno un cervo femmina, un corvo e una volpe che a un certo punto si gira e fa:

"Oh, hai spiccioli?"

“Oh, hai spiccioli?”

E Willem Dafoe gli fa: “No, guarda, non è il momento: ho certe ghiande che cadono sul tetto, certi cazzi che mi ballano per la testa che tu non hai idea.”
Perché il nostro amico Willem è uno psicoterapeuta che, violando il codice deontologico della propria professione, decide di sottoporre alle proprie cure la propria moglie, una Charlotte Gainsbourg, che confermo essere BRUTTISSIMA ma bravissima e deliziosa. Se poi evitasse di cantare, come nella Hey, Joe dei titoli di coda di Nymphomaniac (sigh!), staremmo a posto.
Dicevamo, Willem è un coglione. Oltretutto il figlio gli cade dalla finestra, mentre lui e la moglie sono coinvolti in una chiavata selvaggia con tanto di zoomata sui genitali in azione, Händel in sottofondo e riprese in bianco e nero e al rallentatore che danno senso all’esistenza del BluRay, assieme ad altre riprese, oniriche, distorte, subliminali e quel che volete, effettuate nel bosco nel quale è immersa la loro frugale tenuta.
La casa di Sam Raimi!”, diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi. No e basta.
E poi succede quel che succede, atto a confermare quel che avevo già detto su Von Trier ma anche a ridimensionare quel che si è detto su questo film, alla luce del fatto che è stato scritto dal nostro Peter Griffin danese in un periodo di forte depressione, durante il quale non era nemmeno sicuro che questo film sarebbe stato completato e rilasciato.
In verità doveva essere rilasciato nel 2005, e il produttore esecutivo fa: “Uscirà il nuovo film di quel mattacchione di Lars, nevvero? Eh-eh-eh, così sapremo perché la Terra è stata creata da Satana e non da Dio.”
Apriti cielo: il giorno dopo, Lars si presenta incazzatissimo nel suo ufficio con Kirsten Dunst e Charlotte Gainsbourg, perché non si sa mai.
“Ora devo riscrivere tutto da capo, stronzo! Ti rendi conto?”
“Ma dai, Lars, cos’avrò detto mai? Mica ho spoilerato il finale, mica ho dato dettagli importantissimi da cui si ricava tutto?”
Si avvicina Kirsten che gli dice: “Tua madre.”
E il produttore: “Eh?”
“Tu sei stato concepito naturalmente, quindi sei stato partorito da una donna. Hai una madre, giusto?”
“Embè? Cosa vorresti dire?!”
“Che so le cose. Quindi, se dico che so come finisce il film perché me l’hai detto tu, io so come finisce. E so anche cos’è tua madre, ma famme sta’ zitta, ch’è meglio.”
Allora Lars fa: “Lo vedi? Ora per colpa tua tutti sanno tutto e io devo riscrivere il film da capo. Già sto come sto, ora ci si mette pure questo…”
E il produttore: “Ma sei matto? Il film deve uscire quest’anno!”
Charlotte si avvicina al produttore sbigottito, gli sbottona i pantaloni, tira fuori il suo membro, “gli spiega nei dettagli com’è fatta la patàna della mamma” (cit.) e sottopone questa, in un resoconto minuzioso e romanzato, a un immenso catalogo di atti e perversioni sessuali che provocano la subitanea erezione del produttore.
Lars esclama: “Ua’, tua madre subisce quel poco e tu intosti, fai proprio schifo!”
E il produttore: “VA BENE! VA BENE! Lars, hai vinto, porta via ‘ste squinternate e rivedi il tuo cazzo di film! Basta che ve ne andate!”
I nostri se ne vanno e il produttore fa: “E mi lasciate così?!”
E Charlotte fa: “E fattelo in mano, io il bucchino non te lo tiro.”
E Kirsten fa: “Se non hai la segretaria, puoi sempre chiamare tua madre.”
E Lars va a casa, riscrive il film e non dovrebbe stupire se il risultato è quello visibile sullo schermo (mi riferisco alla versione che ho visto, quella “protestante” da 108 minuti, non la “cattolica” da 100-104): una storia scritta da un uomo depresso e incazzato che sente di aver nulla da perdere e che pertanto può sbattersene di tutto e raccontare e mostrare quel che vuole, in barba all’attendibilità del racconto, al borbottare degli spettatori più intransigenti e a chi gli obietta eccessivo egotismo, eccessiva misoginia, eccessiva violenza, eccessiva voglia di provocare per il gusto di provocare. Ma ben altri sono i regali che ci fa questo film, una vera gioia per gli occhi a prescindere dagli eccessi in cui è immersa e da metafore che sembrano messe a cazzo (il film è dedicato alla memoria di Andrej Tarkovskij, per inciso): una suggestiva seduta di ipnosi regressiva, fatta prima di avventurarsi nel bosco e girata con mezzi tecnici veramente all’avanguardia, e due attori adeguati e capaci, sui quali regge tutto il film. E poco importa se ciò che si trova nel film rispecchia il suo autore: che lo si accusi di tutto o di niente, siamo comunque caduti nella sua trappola, ha vinto lui.
Come potrà mai chiamarsi tutto questo? E la volpe si gira e fa:

(scusate, ma non potevo resistere)

(scusate, ma non potevo resistere)

Siccome alla fine delle barzellette di solito si ride, la sigla non sarà Lascia ch’io pianga, ma sarà altrettanto scontata.

Tag:, , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Vabbe’, oh, visto che ci siamo… Antichrist (2009) di Lars Von Trier. su DeReviùer.

Meta

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: