“Nun v’abbastava Franco Nero?”: Indie Cindy (2014) dei Pixies

28 marzo 2014 § Lascia un commento

Riassumiamo.

Nel marzo 1987, il padre del cantante dei Pixies dà 1000 dollari al figlio affinché il suo gruppo registri 17 brani su una musicassetta. Dopo essere stati riregistrati, modificati, riscritti per i quattro album a seguire o anche ignorati, nove brani vanno a formare l’EP omonimo del 2002, gli altri otto finiscono dritti dritti sul primo EP Come On Pilgrim, al quale fa seguito l’album Surfer Rosa, gran successo di critica, oggetto di culto per molti fruitori, dichiarata fonte d’ispirazione per molti musicisti. La ricetta è semplice: il batterista porta il tempo, il chitarrista solista fa rumore (ma non troppo), la bassista – donna, perché la bassista donna tira – suona la dominante degli accordi e il cantante suona meglio che può riff neanche tanto cattivi sulla chitarra ritmica, mentre urla e latra testi criptici in inglese e spagnolo che mescolano incesto, Bibbia, come si vive a Puerto Rico, Buñuel e Lynch, per la serie “Non stiamo male, è che ci si adegua”. Sì, insomma, roba per gente di un certo livello perché sai com’è, Eraserhead e Un Chien Andalou, cioè, capisci? La qualità della registrazione non è piatta quanto quella della musicassetta, ma spigolosa e aleatoria quanto basta per riflettere il senso di alienazione e smarrimento che trasuda dai testi e dai generi che i Pixies imitano nel loro piccolo. In particolare, l’ipnotica Where Is My Mind? (dal finale capite perché) fa effetto, scuola e, dopo essere stata inclusa nella colonna sonora di Fight Club, rompe definitivamente il cazzo.

“Porca miseria, ma chi può produrre una cosa simile?”
“Steve Albini.”
“Oddio, capolavoro!”

I live sono una roba atroce e parlare di gruppo non ha molto senso: il tutto si regge in piedi finché Black Francis – o Frank Black, neanche lui sa come chiamarsi – scrive le sue canzoni sghembe, Lovering porta il tempo, Santiago fa rumore (ma non troppo) e Kim Deal sta zitta, quando non deve chiarire che è la moglie di John Murphy e che tutti devono tornare a farsi le seghe. Giuro, sul booklet di Surfer Rosa è scritto così. Senza le seghe, però.
Ad ogni modo, l’atmosfera è tesa già quando esce Doolittle, album sopravvalutato, sottovalutato e più demenziale del suo predecessore. Il tempo di rilasciare i mediocri Bossanova e Trompe Le Monde e il gruppo scoppia. Kim Deal suona in pianta stabile nei Breeders per distrarre dalla droga la sorella gemella (che si droga lo stesso), Lovering va a fare il prestigiatore, Santiago si deprime, si riprende, suona nei Martinis, ma anche negli album solisti che Black Coso, là, sforna a spron battuto.

Passano gli anni e siamo nel 2004: Kim Deal ha qualche ruga in più e – stando a fonti attendibili e ben informate – non è ancora diventata Kim Gordon (so’ tutte Kim, sono!); Lovering ha perso capelli e preso chili, Santiago ha perso capelli e preso chili, Black Francis ha perso capelli e pre… vabbe’. Il gruppo si riforma per registrare una canzone per Shrek 2, per il resto fa solo live. Una decina di anni dopo, Kim Deal si rompe le palle e se ne va, gli altri tre ne approfittano e con un turnista registrano un primo EP. Fanno concerti con una nuova bassista che si chiama Kim Shattuck (e dagli!), fanno un secondo EP con il turnista, se ne va pure quest’altra bassista, fanno il terzo EP e annunciano l’album. WOW! Che conterrà i tre EP pubblicati. Ah. Eh.

51IYZP0ixiL

Premesso che vorrei incontrare e sputare in faccia a chi ha organizzato le pubblicazioni dei Pixies, che ora si battono l’una contro l’altra per scoprire qual è la più inutile, vorrei sapere perché tutto questo clamore attorno alla defezione delle varie bassiste, soprattutto perché CHIUNQUE può suonare il basso nei Pixies. Stando a recenti notizie, Paz Lenchantin sarebbe la nuova bassista. Che vi avevo detto?
Dirò di più: in queste dodici canzoni, che non si muovono da dove ricordo che qualcuno le aveva lasciate in Bossanova e Trompe Le Monde, tranne forse i Drive Like Jehu che riecheggiano con gli Stone Roses in Snakes, la figura del bassista diventa talmente superflua che i Pixies avrebbero fatto meglio a restare un trio, e magari Frank o Santiago potevano alternarsi, a seconda del bisogno che ha la canzone di più rumore o di più accordi, ora che Santiago ha molti più pedali a disposizione che in passato, quando aveva solo un amplificatore da sballottare qua e là e una bomboletta spray con cui fare slide e vibrati.
Alla luce delle recenti rivelazioni, a giudicare dalla qualità delle canzoni e delle registrazioni, possiamo ritenere Surfer Rosa, seppur fortunato, un incidente di percorso. Le cose vanno sempre così: dai tempi di Psychocandy dei Jesus And Mary Chain, i generi musicali si fondano su fraintendimenti e incidenti, mai su canoni precisi, quindi perché stare ancora appresso a queste cazzate e ostinarci a distinguere la classica dal jazz e dal metal? Sono discorsi da mentecatti, sono anni che lo dico, e noi ancora ad esaltarci perché IL ROCK VIVE E LOTTA CON NOI, quando alla fine è solo il peggio dei teen idols che viene a galla, travestito da qualcos’altro.
Come faccio a dire che i Pixies sono tornati quando non sono mai veramente esistiti? Ma soprattutto, sono solo io a pensare che Black Francis e Lars Von Trier siano stati separati alla nascita? Ditemi voi. Vi sottopongo una sigla più gnegnè del solito.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo “Nun v’abbastava Franco Nero?”: Indie Cindy (2014) dei Pixies su DeReviùer.

Meta

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: