Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #10: Pretty Magoo Cancer (2010) dei Brobdingnagian

24 marzo 2014 § Lascia un commento

Impossibile fare preamboli, in questo caso, se non parlando di due uscite (TortureStainedDisaster e Machines Of Unrelenting Terror) a cavallo tra il black metal più scrauso e la psichedelia industriale, ancora insufficienti per farsi un’idea su questo gruppo di simpaticoni. Quindi festeggiamo subito i primi dieci ascolti paralleli con il nostro fecondatore preferito e tuffiamoci subito in un mare di rumore con i Brobdingnagian, ma non aspettiamoci d’essere salvati da Gulliver.


Ma che bel collage, 'sti Brobannigan... Barbagiannigian... Brababùmfete... Brimbobimbembumbetegiaggiùngege... vabbe'.

Ma che bel collage, ‘sti Brobannigan… Barbagiannigian… Brababùmfete… Brimbobimbembumbetegiaggiùngege… vabbe’.

[In a Hallway, In a Doorway, In a Room]

ElFecondadòrDelPartenón: OK, cominciamo subito con il dire che i loro titoli sono INCOMMENSURABILI, livelli sinestetici che nemmeno il miglior poeta decadente.
DeReviùer: Per non parlare del fatto che secondo me non sono titoli black metal, ma una loro parodia riuscita.
EFDP: Esatto, è lo Scream del black metal.
DR: Ho capito cosa intendi per Scream.
EFDP: In ogni caso, la chitarra twangin’ all’inizio e l’arrangiamento fatto per accumulo di fonti sonore diverse sono molto interessanti, non propriamente quanto intendo io per follia, ma siamo ancora all’inizio e mai dire mai.
DR: OK, chitarra solista psichedelica, altra chitarra Gnaw Their Tongues e sezione ritmica registrata apposta di merda.
EFDP: Ecco, tu hai aggiunto il commento tecnico che mi aspettavo.
DR: Siamo tra Earth e Acid Mothers Temple.
EFDP: Sì, con un pizzico di dejonghiana precisione.
DR: Nastri trattati che il black metal giustamente si sogna.
EFDP: Ma questo non è black metal manco per ridere, troppo colto per esserlo.
DR: Ma io voglio sapere chi l’ha definito tale.
EFDP: Va beh che oramai black metal significa tutto o nulla, ci infili dentro i Deafheaven (merda) e i Gris (capi).
DR: Ma anche Abu Lahab.
EFDP: E ora siamo passati ad una sorta di ibrido tra Akira Rabelais e appunto un Abu Lahab qualsiasi, ma meno industrial e con chitarra hardcore. VA BEH, OLTRE!
DR: Ha del burzumiano, ma ha meno mitraglie ed è più “assennato”.
EFDP: E le voci che sembrano provenire da una di quelle band funny-pandas like.

[Their Worm-Like Tongues Gouge Out My Eyes]

EFDP: C’è del sublime in tutto questo.
DR: BOOM!
EFDP: SENTI LÌ COME SALE, TUNZ TUNZ TUNZ TUNZ!
DR: Ecco, qui il black metal può anche starci.
EFDP: Qui può starci sì, altro che, ma è ballabilissimo, cioè in una versione distorta e malatissima del concetto di “ballabile”.
DR: Vabbe’, tu parli con uno che poga sul Guglielmo Tell.
EFDP: Infatti per questo l’ho detto a te, altrimenti mi prendevano per imbecille. E ora vai di DUMME, con uno che mormora manco fosse Kyo dei Dir En Grey sotto metadone.
DR: Perché non registrano tutto per bene come fanno con le voci e la chitarra solista? Va tutto in clip.
EFDP: ‘Cause they don’t give a fuck.
DR: Ho capito, ma se uno alza il volume, qua è la morte.
EFDP: Dai, li conosceremo sì e no in 200 in tutto il mondo, e sono stato buono.
DR: Bene, ora siamo dalle parti di Weakling o Ash Borer e via dicendo. Aggiungo i Boris.
EFDP: I Boris del periodo drone-doom, perché si sono dati decisamente una calmata nel frattempo.
DR: Pensavo ad Akuma No Uta, in effetti.
EFDP: OK, allora ne convengo con te, più Weakling che derivati, comunque. Va beh, qui siamo in diretto white noise con urla avernali, ci manca solo la copertina di Gnaw Their Tongues con la tipa con la lingua di fuori.
DR: Il white noise è un po’ come il rap nei mash-up: sta bene su tutto.
EFDP: Ah, ma sono d’accordissimo.
DR: E ora CLIP DI BRUTTO!
EFDP: Amo comunque come non la buttino nella caciara più becera, ma sappiano dosarsi. In effetti però la batteria is grating as hell.
DR: Stop’n’go malsani.
EFDP: Sì, sì, ora improvvisano quasi una sorta di swing-metal, con uno che tossisce l’anima. Genio puro.

[My Mouth Tastes Like Blood, My Blood Tastes like You]

DR: E ora… Shit And Shine senza batteria!
EFDP: Volendo anche i pezzi più infant-doom della Gammelsæter, però sì, Shit And Shine meets Gnaw è forse più corretto.
DR: Senza distorsioni, sarebbe quasi pop, e sottolineo quasi.
EFDP: Sì, fai bene a sottolineare. Poi un attacco black metal, interruzione, e riprende come se nulla fosse.
DR: Vai con la disco!
EFDP: WON’T YOU TAKE ME TO, FUNKYTOWN! Anche se a me vengono in mente gli Arctic Monkeys dei primi dischi, non chiedermi perché, ma è tutto così trasfigurato che ci sta bene TUTTO.
DR: Non ho questa gran fretta di conoscere ulteriormente gli Arctic Monkeys.
EFDP: Va beh, era per dire che a me quello stacco più “indie” me li ha ricordati pesantemente.
DR: Ah, OK.
EFDP: E cambiamo in continuazione nell’arco di mezzo minuto. Ecco, Jar Moffino bello mio, ritorna a fare questi patchwork infiniti e lascia perdere le loffiate ambient. Ora questo finale è psichedelia iperdistorta, quasi dei Rallizes Denudés hi-fi (!!!!).
DR: Hi-fi?!?!?! Figurati come devono essere ‘sti Rallizes Denudés.
EFDP: Se vai ad ascoltare certa roba dei Rallizes Denudés, mi darai ragione.
DR: Il paragone con i Chrome mi sembra azzeccato.
EFDP: Sì, i Chrome ci stanno da dieci.

[We are the Carriers of Infection and Grief]

EFDP: E s’improvvisano virus. BOOM! BOOM! BOOM! BOOM!
DR: Ammazza, che oggetti biologici.
EFDP: Sono virus fan dei Gravitar, capisciammé.
DR: Sì, sì, aggio capito.
EFDP: Che marcia incalzante.
DR: Si tratta di virus mortale, è funebre per forza.
EFDP: In effetti.
DR: Bene, si stanno rompendo i timpani. Non importa di che tipo, si stanno rompendo.
EFDP: Abbassa il volume, per Dio!
DR: Ma io ho il volume basso, dannazione. E non parlavo mica dei timpani nostri, parlavo anche dei loro, le percussioni.
EFDP: I loro non esistono più da tempo, credo. Riguardo le percussioni, va beh, ciao.
DR: Infatti ora suonano dei timpani che… boh?!
EFDP: Ora è TOTALLY RANDOM!
DR: Ecco. E qui che vuoi dire?
EFDP: Rimani tra l’impietrito e l’annichilito, non sono sinonimi.
DR: Lo so, lo so.
EFDP: Era un volerlo ribadire a me stesso.
DR: Urla allucinate che sbucano qua e là.
EFDP: Ecco chi mi ricordavano, che era da minuti che ci stavo pensando: i MENACE RUINE!
DR: Vero! Solo che lì si capiva, qui è tutto random!
EFDP: E non c’è la Beaulieu con il suo canto à la Nico a spezzare un po’ l’angoscia sonica di questa tortura.
DR: Ah, no, si stanno calmando. No, come non detto.
EFDP: Qui, la voce è un orpello.
DR: Voce orpello come a un concerto dei My Bloody Valentine senza tappi nelle orecchie.
EFDP: Ecco, io tendenzialmente detesto i power electronics, ma qui Cristo Iddio è tutto talmente rimestato a puntino nella sua totale randomness che boh?, non so proprio che aggiungere. Magari Prurient avesse registrato una cosa del genere.
DR: Ma io dico: meno male che è all’interno di un album. Le tre tracce precedenti spiegano il perché della quarta.
EFDP: Decisamente.
DR: L’avessi ascoltata da sola, l’avrei cestinata senza pietà.
EFDP: Credo proprio di sì, a dimostrazione che le scalette hanno un senso, cari i miei amanti della riproduzione casuale.
DR: Mai riprodotto casualmente, infatti.
EFDP: Nemmeno io, ma ce ne sono tanti.
DR: Sì, vabbe’… Bene, e ora facciamo fottere i woofer.
EFDP: E ora si apre un varco di luce… Seh, lallero!
DR: Feedback à la Sonic Youth e flanger à la cazzodecàn.
EFDP: E uno che articola qualche vocalizzo a caso. Comunque, questo è il sogno di ogni bambino: mettersi davanti a un registratore e fare ciò che cavolo gli pare.
DR: Eh, se gli dessero tutti, ma tutti, ma tutti gli strumenti. E non avessero paura che il tetto salti. O di trovare il bambino con le orecchie sanguinanti che urla “PAPE SATÀN, PAPE SATÀN, ALEPPE!”.
EFDP: Sì! SÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌ!

[Pretty Magoo Cancer]

DR: E questo dovrebbe essere il riassunto di tutto.
EFDP: Gli Hanatarash si riscoprono hardcore.
DR: Hai ragione, gli Hanatarash! Ci stavano per quasi tutto il disco!
EFDP: C’è TUTTO in questo disco, anche ciò che non distingui. E ora, HEDOBANG HEDOBANG HEDOBANG HEDOBANG!
DR: Ecco, ora diamoci una calmata e facciamo gli ASMR satanici.
EFDP: Ora lande di sottile doom ché sì, il doom sa anche di sottile, se paragonato al maelström precedente.
DR: Già.
EFDP: E poi uno psicopatico si trapana il cranio. E qui stavo per aggiungere un’altra cosa, ma non so se hai visto quel film, indi per cui mi fermo.
DR: π – Il teorema del delirio?
EFDP: A posto. Poi canti simil-epici, VA BEEEEEEEEEH.
DR: Con eco e riverberi.
EFDP: Sono davvero commosso, devo erigere una statua a questi eroi.
DR: Io devo comprare dell’attrezzatura buona.
EFDP: Quanto vorrei fare rumore in maniera così (casualmente) creativa.
DR: Ma non è così rumoroso, in fondo. Sì, è insostenibile, ma non è proprio proprio improvvisatissimo. *Quello*, per me, è rumore.
EFDP: Punti di vista.
DR: E ora droni in Mi.
EFDP: Eccallà, l’orecchio assoluto. E il tutto va in crescendo.
DR: Tutto saturissimo. Certo, mai quanto prima, però.
EFDP: Ah, senz’altro, sembra quasi una jam.
DR: Ecco, calmiamoci, su, ché qua dobbiamo mettere lo scotch ai timpani.
EFDP: Eh, sì, un momento di riflessione.
DR: E fra poco si ricomincia.
EFDP: Anzi, una lunga coda di riflessione, poi sarebbe bellissimo se facessero come Kevin Drumm, con l’ultimo minuto di puro white noise.
DR: Come tanti, del resto.
EFDP: Sì, senz’altro, ma “Dramme” è abbastanza noto per la cosa. E infatti, ecco che t’arriva.
DR: E acceleriamo pure, lo sapevo.
EFDP: Come siamo bravi! [ride]
DR: E tutto viene ingoiato.
EFDP: SWALLOW, BITCH, SWALLOW!
DR: Ma anche no.
EFDP: Scusami, lo volevo dire.
DR: Capisco, capisco. E finisce. Per me è 7.
EFDP: Sì, anche per me.
DR: Meno melodico delle precedenti uscite, ma ci sta: nell’album si deve fare la cosa grossa.
EFDP: Non un capolavoro, ma uno straordinario mindfuck
DR: Soprattutto la quarta traccia.
EFDP: Ovviamente.
DR: Non riesco a immaginare un concerto di questi qua.
EFDP: Ah, perché secondo te fanno pure dei live? Vorrei sperare proprio di no. Non credo nemmeno abbiano la asiatica gnocca come nei Burmese.
DR: Da Bandcamp se ne scarica uno.
EFDP: Se ne scarica uno?! Dai, DEV’essere finto!
DR: Guarda, eccolo.
EFDP: Il CANDLE HAUS sarebbe l’equivalente di “Live from tuo cugggino”?
DR: Ah, boh? Se ho capito bene, è questo.
EFDP: Sì, dai, è l’equivalente di “tuo cugggino”.

Oggi niente sigla perché dovete soffrire come abbiamo sofferto noi e ascoltare tutto l’album. Potete scaricarlo gratis o ascoltarlo in streaming qua sotto:

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