Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #9: Babymetal (2014) delle Babymetal

8 marzo 2014 § Lascia un commento

Avevo preso la macchina e portato con me la mia ragazza. Avevamo percorso la highway to hell per andare a fare un picnic, quando il telefono squillò. La mia suoneria è 5,643 Song EP degli Anal Cunt. Quando mi arrivano i messaggi, suona You Suffer dei Napalm Death.

DeReviùer: Pronto?
ElFecondadòrDelPartenón: SCARICA SUBITO L’ALBUM DELLE BABYMETAL! [lampi e tuoni]
DR: LE BABYMETAL HANNO FATTO UN ALBUM?!
EFDP: Eh, a quanto pare. Dai, che aspetti, CORRI!
DR: Non mi dire niente, adesso non posso, sto al Flegetonte con la mia ragazza. Guarda, non posso dire che si sta da Dio, ma si sta bene. Non posso farlo stasera?
EFDP: Rompi meno, prendi ‘sto disco e preparati, ché sarà il nostro prossimo ascolto in parallelo.
DR: Sì, va bene, ma poi, mentre ascoltiamo, mi devi spiegare molte cose, sai?
EFDP: Sarà fatto.
DR: Almeno, ci sta Headbanger!!?
EFDP: Ci sta, ci sta. Ci stanno TUTTE! E 3 pezzi inediti, per giunta.
DR: TUTTE?! Cioè, non mi dire che hanno raccolto tutti i loro singoli dal 2011 e hanno fatto l’album!
EFDP: Già, pure le b-side.
DR: MA NON HA SENSO! Allora dite che è una compilation, non L’ALBUM DELLE BABYMETAL! [lampi e tuoni]
EFDP: Dimentichi che ci sono 3 pezzi inediti: la logica degli album giapponesi è leggermente diversa da quella europea.
DR: Scusa, se da noi Biagio Antonacci fa il greatest hits con tre inediti, è una compilation. Ti trovi?
EFDP: In Giappone, ripeto, non funziona così: lì le compilation difficilmente contemplano inediti.
DR: Quindi ci può stare un inedito su quindici e quello è un album, giusto?
EFDP: A logica, sì, anche se credo sia successo forse giusto una volta, per dischi che ho ascoltato.
DR: Vabbe’, ma voglio dire: parlo pure inutilmente perché conosco sì e no due-tre pezzi.
EFDP: Ma sì, pure io, sicché sarà comunque una bella esperienza.
DR: Io ho molta paura.
EFDP: Procuratelo, eh? A stasera!
DR: A stasera.

Mentre guidavo verso casa, con in testa quell’Headbanger!! che avevo ascoltato due anni prima, ho ripassato mentalmente quel che mi aspettava e ciò in cui era inquadrato.
Al di là di nomenclature, canoni e divisioni in generi, sub-generi e quant’altro, i gruppi pop giapponesi possono essere affollatissimi e formati da ragazzine da poco uscite dalle elementari, e per “poco” intendo “minuti”. Da uno di questi gruppi, che si chiama Sakura Gakuin, la tredicenne Suzuka Nakamoto viene prelevata, rinominata Su-Metal e inserita nelle Babymetal, assieme alle undicenni Moa-Metal e Yui-Metal. Prima che fossero formate le Babymetal, le tre ragazzine non sapevano cosa fosse il metal, probabilmente mai lo sapranno, ma non divaghiamo. Ricordo che ne parlai con ElFecondadòr.

EFDP: Comunque sia, il progetto si può interpretare come una parte di un tutto più grande, sì. D’altronde, Su-Metal cantava già in una band idol parallelamente al lancio delle Babymetal, prima che ne uscisse perché diventata troppo grande (prima di gridare allo scandalo, era una band di ragazzine delle elementari e delle medie).
DR: E fin qui ci siamo. Ma le ragazzine, là, chi le porta?
EFDP: Concorsi, genitori, audizioni anche nelle scuole.
DR: Che giustificano il sistema alla base, che abbiamo definito inquietante. Mi parlasti pure di uno “stato di schiavitù”.
EFDP: Per quelle che riguarda le idol istituzionalizzate, sì. AKB48 in primis, e tutti i gruppi della combriccola di Yasushi Akimoto. Ragazze che lavorano, lavorano, lavorano, ma dalla mattina fino a tarda notte: spettacoli, provini, balletti, spesso per la speranza di entrare nelle titolari, eh?, ché in prova ce ne stanno a centinaia.
DR: Da come la metti, sembra che la scuola non esista per loro!
EFDP: La scuola c’è, ma è lavoro anche quello. Consideralo come parte del lavoro a cui devono sottoporsi
DR: E mi sento un po’ meno in colpa, perché non abbiamo pagato il disco.
EFDP: Beh, dai, non credo che le Babymetal siano sottoposte a pressioni di questo tipo. O almeno, non a pressioni di simile entità.
DR: Per delle BAMBINE sono comunque pressioni.
EFDP: Dimentichi che sono Giapponesi e che lì si sgobba dal primo anno delle elementari. Loro sono abituati al lavoro duro.
DR: OK, ma non rende la cosa più rassicurante.
EFDP: Senz’altro.
DR: Se ti sembro troppo moralista, fermami.
EFDP: No, erano le impressioni che avevo anche io quando cominciai ad addentrarmi nel j-pop, ora mi limito semplicemente a volere Yasushi Akimoto in galera per sfruttamento della prostituzione, ma è un altro discorso.
DR: PROSTITUZIONE?!
EFDP: È per dire, ma mettere ragazzine in bikini sulle copertine dei singoli delle AKB48 ci si avvicina PARECCHIO.
DR: Ah, no, QUELLO no!
EFDP: In questo modo, istighi i pervertiti (pubblico d’elezione del gruppo) a sbavare su ragazzine minorenni in maniera barely legal.

E ancora oggi non so cosa pensare. Bene, finalmente a casa, apro il lettore e lo avvio. Allacciatevi le cinture e scoprite con noi cosa ci riserva… L’ALBUM DELLE BABYMETAL! [lampi e tuoni]

CACATEVI SOTTO!

CACATEVI SOTTO!

[Babymetal Death]

EFDP: Intro di tastieroni angelici e coro da chiesa.
DR: Con qualche segnale qua e là dell’apocalisse in arrivo.
EFDP: Sì, cosa tipicamente giapponese, di intro del genere ne senti a sfare, specie nelle sigle degli anime.
DR: E poi BOOM!
EFDP: Bella chitarrona che pesta.
DR: Accordata mille toni sotto, e vabbe’, con la doppia cassa e growl a cazzo.
EFDP: Sembra un pezzo a caso dei Nightwish, ma come i Nightwish non lo concepiscono da tipo 10 anni o giù di lì.
DR: Nightwish? Troppo growl.
EFDP: Per la musicalità, non tanto per la qualità vocale.
DR: Ah, finalmente le bambine, via. […] Dieci secondi su tre minuti è qualcosa, dai. […] E ora il titolo lettera per lettera. […] DEATH! DEATH! DEATH! DEATH! DEATH! […] Ah, no, ho capito: le tre si presentano.
EFDP: E ora c’è lo stacco prog con tastieroni possenti.
DR: E per presentarsi ci vogliono 6 minuti? Minchia!
EFDP: Va beh, non dev’essere necessariamente un’intro di 2 minuti a fare da biglietto da visita, qua hanno voluto fare tutto alla grande. Con tanto di scale riccardone meravigliose.
DR: Esplosione finale con angeli. Mi piace come i giapponesi prendono per il culo questo genere.

[Megitsune]

EFDP: Credo il loro pezzo migliore in assoluto, con questi elementi trance a caso e lo shamisen ugualmente a caso.
DR: Vero!
EFDP: Poi amo come plasmano i chitarroni e li rendono materia ballabile. Non so se hai visto il video, è una kitschata infinita, inconsapevole come nella migliore tradizione nipponica.

Intermezzo: Riprendiamo la cronaca dell’ascolto dopo questa kitschata infinita, inconsapevole come nella migliore tradizione nipponica.

DR: Ma alla fine i chitarroni sono sovrastruttura, mi sa. Cioè, metal solo di nome, ma pop in tutto e per tutto. Sto dicendo un’ovvietà.
EFDP: Naturalmente, la base è PALESEMENTE pop.
DR: Sì, ma nel suo essere pop è tremendamente simile al “vero” metal che si trova in giro. Vuoi vedere che il metal a cui vanno appresso tutti quanti, alla fine non è altro che pop travestito? Sai che inculata!
EFDP: Beh, considerando la prodigiosa scrittura degli Anal Cunt sotto le coltri di rumore e grind, non mi sorprenderebbe molto, ma è anche vero che molte band power-metal flirtano con strutture melodiche palesemente pop.
DR: Gli Anal Cunt sono un caso a parte, ma appunto vammi a prendere, che so, i Sonata Arctica, gli Stratovarius, i Nightwish, qualsiasi gruppo metal di merda con una vocalist donna.
EFDP: Ecco, appunto.
DR: Ma il power metal È POP, perché non ci arriva nessuno?!
EFDP: Certo che lo è!

[Gimme Choko]

EFDP: OK, questo è un pezzo idol-pop puccipù, solo che cantano meglio.
DR: TATATATATA-TATA-TATATADOKKIU!
EFDP: CIOCCIOCCIOCCIOCCIO.
DR: E vuole la cioccolata, OK.
EFDP: No, anche loro vogliono le CIOCCE
DR: Che brutta immagine! [ride]
EFDP: (pensieri blasfemi da accostare a bambine adolescenti, anyway)
DR: (appunto, aspetta che crescano)
DR: Bene, chissà perché ci si ritrova nel bel mezzo di Sega Rally Championship, o qualsiasi gioco giapponese con una chitarra ritmica distorta.
EFDP: Momento adorabilissimo, un flash-metal-pop giocosissimo. Il fatto è che un pezzo del genere basta da solo a far naufragare intere carriere pop-rock in Giappone.
DR: Sì, si avvicina parecchio a quella happy hardcore che impazza in Dance Dance Revolution, per esempio.
EFDP: PARA PARA ALL’ENNESIMA POTENZA! (sì, la happy hardcore è la para para)

[Ii ne!]

DR: E qui siamo nella techno, proprio.
EFDP: E tipo che growla. Sì, qui ci potrebbero costruire i loro balletti anche le Hinoi Team.
DR: (che non conosco)
EFDP: (il gruppo idol definitivo)
DR: E facciamo il giro d’accordi del Canone di Pachelbel, via.
EFDP: E questo stacco quasi dubstep? Anzi, non dubstep: TRAP
DR: Ma dai! [ride]
EFDP: E growlone catacombale, io ADORO queste giustapposizioni, tipiche tra l’altro del pop giapponese.
DR: O magari del Giappone proprio.
EFDP: Beh, il Giappone artisticamente è votato da sempre all’eccesso, all’evasione dal grigiume della vita quotidiana.
DR: Guarda, per ora, almeno per me, l’importante è che il metallarone ortodosso sbocchi.
EFDP: Ma i metallaroni ortodossi possono andarsene a cagare. Melodicamente il pezzo comunque funziona, al di là di tutti questi stacchi.
DR: Melodicamente potrebbe pure essere già sentito, ma le giustapposizioni SONO il pezzo. E finora è il pezzo meno “metal”.
EFDP: Sì, mica ho detto che non è sentito.

[Benitsuki -Akatsuki-]

EFDP: Parte come il classico pezzo power-ballad giapponese, la progressione vocale è QUELLA.
DR: Eh, sì, il quarto-quinto pezzo dell’album metal deve partire piano, altrimenti non è quarto-quinto pezzo.
EFDP: Già, a meno che non ti chiami Indian.
DR: O Pete Steele.
EFDP: Già.
DR: O Seth Putnam, ma vabbe’, non divaghiamo.
EFDP: Qua comunque è pop puro
DR: Ma è tutto pop puro.
EFDP: Sì, ma qua lo si percepisce anche meglio.
DR: Poi la cornice è la cornice, trova il tempo che trova, come tutte le cornici.
EFDP: E ovviamente pure gli archi, IMMANCABILI, mannaggia ai Giapponesi che ce li mettono ovunque.
DR: Questo pezzo è quasi schizofrenico. Assolo. Fatto da più chitarristi in sequenza.
EFDP: Assolo riccardonico.
DR: Armonizzazione, via.
EFDP: Va beh, nemmen troppo riccardonico.
DR: No, qui riccardonismi non ne trovo. È tutto TROPPO composto.
EFDP: Ma è un disco che ammicca alle classifiche, in effetti non avrebbe avuto senso scomporsi. Cioè, non è che ammicca: è entrato in quarta posizione.
DR: Ma composto anche nel senso di organizzato.
EFDP: Sì, certo.
DR: Nulla di buttato in caciara come farebbe un Malmsteen o un Vai. Bravi, eh?, tecnica e perizia indiscutibili, però cacassero meno il cazzo. Steve Vai, poi, con quei ventilatoroni sul palco per far svolazzare il capello.
EFDP: Va beh, dai, lui è proprio TAMAVVO!
DR: Ridicolo, anche più delle Babymetal, che hanno la scusa di essere bambine.
EFDP: Ma le Babymetal non le trovo ridicole, sono manipolatissime, ma tutto acquisisce un senso. Non ci trovo gratuità, ecco.
DR: Intendevo un altro tipo di ridicolo.

[Do·Ki·Do·Ki☆Morning]

DR: LallallaBOOOOOOOOOOOM!
EFDP: NO, IL RITORNELLO! [ride]
DR: ODDIO! [ride]
EFDP: Le Morning Musume in chiave flash-electro.
DR: E non conosco neanche queste.
EFDP: È musica pop leggera per adolescenti giapponesi.
DR: E si torna alla strofa.
EFDP: DIN DIN DIN! Rock da house, gurlz!!
DR: Cioè, la più grande è nata nel 1997. 16 anni!
EFDP: È destinata a grandissime cose. [ride]
DR: E poi uno dice Lorde.
EFDP: EUIGADDABIROOOOOIA! [falsetto] ROOOOOIAAAAA!

[Onedari Daisakusen]

EFDP: Devo smetterla di farmi venire collegamenti con qualsiasi gruppo di idol-sciacquette. Qui però la composizione è pazzesca: c’è la chitarra à la Limp Bizkit…
DR: Korn, prendete nota!
EFDP: …e poi ci mettono la tastiera pseudo-nippo-folk, le vocine infantili, il tastierone atmosferico… cioè, WOW!
DR: La squadra dietro queste tre sa il fatto suo.
EFDP: Beh, in Giappone ci sono dei produttori pazzeschi, ma anche degli scrittori paurosi
DR: Certo, mi inquieta lo sfruttamento minorile.
EFDP: Appunto, il problema è il sistema alla base, ma non soltanto: è anche l’industria musicale che risponde a precisi criteri.
DR: E ho riconosciuto un campione di Fred Durst che fa “WAAAAH!”.
EFDP: Ecco, pure io.
DR: Sì, spernacchiamo il nu-metal!

[4 No Uta]

EFDP: Cheerleader metal. MA IO VI AMO!
DR: Tutti allo stadiooooooo!
EFDP: GIMME A B, GIMME A OO, GIMME A S… GO BOOBS! Ritornello un po’ più anemico, ma l’idea è già meravigliosa di suo. […] CAZZO È ‘STA PARENTESI REGGAE?
DR: Oddio. […] Boing! […] Ah, OK, tutto torna normale. […] Aridaje!
EFDP: Cortocircuiti improvvisi.
DR: TAM-TAM-TATATAM-TATATATAM! O-LÈ!
EFDP: Tutte le cheerleader si inchinino al cospetto delle BABYMETAL. E campionamenti vocali in asincrono.
DR: Pezzo meno costruito degli altri, giusto la parentesi reggae…

[U.ki.U.ki★Midnight]

EFDP: Techno-rock. OK, per ora è quello che mi piace di meno.
DR: Uno dei più zuccherosi.
EFDP: Sì, mi fa pensare a quella miriade di band college-rock female-fronted orripilanti.
DR: Vero è che c’è più saccarosio altrove, ma qui non sche… Skrillex, che ci fai qui?!
EFDP: Dio, l’intermezzo e il finale skrillexiano, nella più pomposa tronfiaggine Muse.

[Catch Me If You Can]

DR: Campane a morto, certo. E sporchiamoci ‘ste mani, via!
EFDP: Kawaii-metal, poi parte il pezzo trance-rock. Così, totalmente random. “Perle di totale randomness.” (cit.)
DR: Jungle?!
EFDP: Sì, jungle. [ride] Ma sì, dai, ché tanto c’era già poco.
DR: Ma già che c’era, vabbe’… E torna.
EFDP: E vai di blastbeat!! NANANAYO!
DR: Roba da epilessia.

[Akumu No Rinbukyoku]

DR: Inizio alla Meshuggah.
EFDP: Oh, sì, dai, mischiamo folk, velleità operistiche (per l’andamento melodico, non per la voce) e chitarroni a caso. Ecco, a Amy Lee piacerebbe cantare così.
DR: A Amy Lee piacerebbe cantare. Punto.
EFDP: Sì, in effetti.
DR: E non è neanche così scontato, come pezzo. Come se gli altri lo fossero, poi.
EFDP: Ma il contrappunto di pianoforte? WOW. Poi pure voce sotto col mixing, di tutto di più.
DR: OK, produttori e autori sono geni del pop, chiusa la questione. Peccato che i loro nomi non compaiano scritti grandi sui dischi, come Jim Steinman.
EFDP: Sì, davvero.

[Headbanger!!]

EFDP: E ora, IL CAPOLAVORO!
DR: Reggiamoci forte.
EFDP: HEDOBANG! HEDOBANG! HEDOBANG! HEDOBANG! E sto agitando la testa a ritmo.
DR: Si sente pure che è stata fatta prima delle altre.
EFDP: Sì.
DR: Ecco, c’è stata veramente un’evoluzione, diciamolo, sempre dietro le quinte, eh? Le ragazzine sono brave, per carità, ma qui il grosso lo fa altra gente.
EFDP: Ma hai voja!
DR: E non parlo necessariamente di chi suona (supponendo che il disco sia prodotto da alcune persone e suonato da altre).
EFDP: Non so chi produce, ma mi sembra di ricordare che sia coinvolto anche nella musica.
DR: HIRARI CHUUUUUU NI MAVUUUUUUUU!
EFDP: Va beh, pezzo OLTRE!

[Ijime, Datte, Zettai]

EFDP: Sì, dai, GUNZNROSEZ! OH, SÌ, GIMME THE POWA! […] Melodicamente un po’ povera, però.
DR: Rispetto alle altre sì, e anche i tempi dilatati concorrono.
EFDP: Sì.
DR: Pianofortone patetico e chitarroni.
EFDP: Sì, sì, JJJJJRAMA [DRAMA detto con enfasi, N.d.EFDP]
DR: E non poteva essere altrimenti, il pezzo parla di bullismo.
EFDP: Piaga sociale in Giappone, anche più che qui.
DR: Altroché.

DR: Finito. Non so che dire: è impossibile che sia un album, nessun costrutto, ma è una roba divertente come poche.
EFDP: Lo spirito del j-pop torna più fresco che mai.
DR: Pubblicizza un fenomeno abbastanza inquietante, ma stiamo qua a valutare il disco e basta. Questa roba, in Europa, se la sognano.
EFDP: Questa roba, in Europa, non uscirebbe mai fuori. Negli Stati Uniti, dopo il caso Runaways, nemmeno a parlarne. Ma soprattutto, una roba del genere non scalerebbe mai le classifiche. Le scaverebbe, semmai.
DR: Anche perché la gente legge “metal” e scappa.
EFDP: Come una ragazzina con le treccine a cui si è rotta la calza.
DR: Non l’ho capita.
EFDP: Lascia fare, non mi sarebbe venuta, non mi ricordo la citazione precisa.
DR: Comunque, dai, voto? Per me è un 7.
EFDP: 7 più, 7 e mezzo.

Se riescono a trovare agganci con l’Europa, sapete già con cosa avrete a che fare. Forse sarete anche pronti a riempire gli stadi assieme a tantissimi altri come voi, tutti insieme a saltellare davanti all’esibizione in playback di tre ragazzine spaesate e almeno cinque figuranti armati di chitarre e batteria (true story). Forse. E non dite di no, vi conosco troppo bene.
Nel frattempo, reggetevi forte per la sigla:

Aggiornamento del 31 maggio 2014: qui è dove ElFecondadòrDelPartenón, sotto falso nome, ha voluto dire la sua sull’album, per mettere ordine nel marasma al quale avete fatto da testimoni. Buona lettura.

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