“Nun v’abbastava Franco Nero?”: Indie Cindy (2014) dei Pixies

28 marzo 2014 § Lascia un commento

Riassumiamo.

Nel marzo 1987, il padre del cantante dei Pixies dà 1000 dollari al figlio affinché il suo gruppo registri 17 brani su una musicassetta. Dopo essere stati riregistrati, modificati, riscritti per i quattro album a seguire o anche ignorati, nove brani vanno a formare l’EP omonimo del 2002, gli altri otto finiscono dritti dritti sul primo EP Come On Pilgrim, al quale fa seguito l’album Surfer Rosa, gran successo di critica, oggetto di culto per molti fruitori, dichiarata fonte d’ispirazione per molti musicisti. La ricetta è semplice: il batterista porta il tempo, il chitarrista solista fa rumore (ma non troppo), la bassista – donna, perché la bassista donna tira – suona la dominante degli accordi e il cantante suona meglio che può riff neanche tanto cattivi sulla chitarra ritmica, mentre urla e latra testi criptici in inglese e spagnolo che mescolano incesto, Bibbia, come si vive a Puerto Rico, Buñuel e Lynch, per la serie “Non stiamo male, è che ci si adegua”. Sì, insomma, roba per gente di un certo livello perché sai com’è, Eraserhead e Un Chien Andalou, cioè, capisci? La qualità della registrazione non è piatta quanto quella della musicassetta, ma spigolosa e aleatoria quanto basta per riflettere il senso di alienazione e smarrimento che trasuda dai testi e dai generi che i Pixies imitano nel loro piccolo. In particolare, l’ipnotica Where Is My Mind? (dal finale capite perché) fa effetto, scuola e, dopo essere stata inclusa nella colonna sonora di Fight Club, rompe definitivamente il cazzo.

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Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #11: Clippity Klopp Don’t Rob Me (1998) di Hemorrhoy Rogers

28 marzo 2014 § Lascia un commento

Ed ecco a voi l’ennesimo gruppo/solista statunitense di provenienza e identità ignota, noto solo per aver pubblicato cassette (tante) e CD (pochissimi) sotto vari pseudonimi, tra i quali: Big Poo Generator, Abe Lincoln and the Swingin’ Stincolns, The Crapenters, The Gland Puppies, The Wacky Ball Kickers e Hemorrhoy Rogers, che andremo a prendere in esame adesso.
Facendo di ritardo mentale, autocelebrazione e coprofilia la propria colonna portante concettuale, Hemorrhoy Rogers rilascia nel 1995 una cassetta, contenente 100 pezzi per circa due ore di durata, intitolata Cream Of What!?, opportunamente riassunta nel CD Clippity Klopp Don’t Rob Me, rilasciato nel 1998 dalla Eerie Materials e contenente quasi mezz’ora di roba divisa in 20 pezzi.
Non potevo non trascinare un greco scelto a caso – tra milioni che… sì, insomma… parlano greco – in un’avventura del genere, organizzata da tempo e con la fotta addosso (parlo di me). Scopriamo insieme se vale la pena avventurarsi successivamente in 100 pezzi che promettono di essere simili a questi 20. Questo è Clippity Klopp Don’t Rob Me.

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Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #10: Pretty Magoo Cancer (2010) dei Brobdingnagian

24 marzo 2014 § Lascia un commento

Impossibile fare preamboli, in questo caso, se non parlando di due uscite (TortureStainedDisaster e Machines Of Unrelenting Terror) a cavallo tra il black metal più scrauso e la psichedelia industriale, ancora insufficienti per farsi un’idea su questo gruppo di simpaticoni. Quindi festeggiamo subito i primi dieci ascolti paralleli con il nostro fecondatore preferito e tuffiamoci subito in un mare di rumore con i Brobdingnagian, ma non aspettiamoci d’essere salvati da Gulliver.

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Tra Burroughs e Vonnegut, c’è un abisso che mi guarda: intervista a The Everyday Film

14 marzo 2014 § Lascia un commento

Sì, lo so, ma mi ha chiesto lui di non lasciare la carta igienica fuori dalla cornice. Vallo a capire...

Sì, lo so, ma mi ha chiesto lui di non lasciare la carta igienica fuori dalla cornice. Vallo a capire…

English version here

Potete tutti immaginare come ci si sente quando la tua prima intervista ad essere pubblicata è quella a un’entità sfuggente e misteriosa come Drew Elliot Steinman, 44enne titolare unico di The Everyday Film, ragione sociale che non ha bisogno di presentazioni perché è impossibile presentarla se non attraverso i suoi dischi o voci circolanti nei blog. Nonostante proprio queste ultime non promettessero niente di buono, Drew si è mostrato interlocutore disponibile, interessato, gentile e squisito. Ha scelto DeReviùer per svelare il mistero una volta per tutte, e gliene sarò grato per tutta la vita.

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Between Burroughs and Vonnegut, there’s an abyss gazing into me: an interview with The Everyday Film

14 marzo 2014 § Lascia un commento

Yeah, I know, but he asked me not to crop the toilet paper out of the frame. Go figure...

Yeah, I know, but he asked me not to crop the toilet paper out of the frame. Go figure…

You all can imagine how it feels to do your first interview to be published with an elusive and mysterious entity like Drew Elliot Steinman, 44 year old sole member of The Everyday Film, a band with no introduction needed, because no introduction is possible if not through his albums or blog rumours. In spite of the latter ones, making no-one expect something good, Drew proved to be a very helpful interlocutor, interested, kind and exquisite. He chose DeReviùer to unveil the mystery once and for all, and I will be grateful to him for my whole life.

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Sì, la vita è tutta un film: The Everyday Film

13 marzo 2014 § Lascia un commento

English version here

Avete presente quando sniffate del diluente mentre con la vostra Eldorado del 1978 percorrete un’autostrada abbandonata in mezzo al deserto, nel manico del Texas, dopo aver massacrato una famiglia di cinque persone? Ecco, mi sembra una descrizione abbastanza succinta di come suona The Everyday Film.

(The Hidden Mother Collective, 31 marzo 2012)

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Yes, your whole life is a film: The Everyday Film

13 marzo 2014 § Lascia un commento

You know that feeling you get when you’re huffing paint thinner while driving your salvaged 1978 Eldorado down a deserted highway in the Texas Panhandle after murdering a family of five? Yeah, that sums The Everyday Film’s sound up fairly well.

(The Hidden Mother Collective, March 31st, 2012)

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