Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #8: Government Plates (2013) dei Death Grips

17 novembre 2013 § Lascia un commento

Siccome credo di avere un approccio “scientifico” a ogni ascolto, e di conseguenza ritengo che la parola “esperimento” indichi qualcosa che si fa senza conoscere con certezza il risultato finale, leggo “sperimentale” e mi viene l’orticaria, giacché molto spesso il termine è usato come scusa per buttare in pentola cazzate a non finire giusto per vedere come va a finire. Spesso va a finire che è una cacata pazzesca. Vabbe’.
I Death Grips sono un gruppo di hip-hop sperimentale californiano comprendente al microfono MC Ride (un animale perennemente in gabbia preso malissimo già agli esordi, anche autore dei testi), agli strumenti elettronici Andy Morin detto “Flatlander” e alla batteria Zach Hill, noto ai più per la sua militanza negli Hella e le sue collaborazioni con Omar Rodriguez-Lopez (At The Drive-In, The Mars Volta) e Mick Barr (Orthrelm, Krallice, Ocrilim, The Flying Luttenbachers). Fuori tema: Federico Crimaco dei L’Amo dice che, a differenza del batterista dei Locust che è un uomo retto, Zach Hill, cito testualmente, “è un minchione, suona troppo sospeso, sembra che saltelli, non è potente, oscilla qua e là e sembra che stia cagando. Non è figo, sembra un vecchio dimmèrda, uno spaventapassere”, ecc. Vabbe’.
Nel 2011, i Death Grips pubblicano in free download un EP omonimo e il mixtape (odio questo termine) Exmilitary, spesso considerato come il primo album vero e proprio (ma che cambia, cazzo?! E dai!), rendendo disponibili le piste sonore di quest’ultimo a chiunque abbia voglia di fare un remix o che altro. Vorrei dire, per esempio: in Beware, campioni un pezzo dei Jane’s Addiction tratto da un album che ha venduto milioni di copie, nonché un’intervista a Charles Manson consultabile da tutti su YouTube, e rendi disponibili questi campioni. Vabbe’.
Nel 2012, firmano per la Epic e pubblicano The Money Store, riscuotendo grande successo di critica e confermandosi incontenibili intrattenitori sul palco, spaccando cose a vista, atteggiandosi in maniera sciamanica, molto spesso in assenza di Flatlander. Poi fanno la cazzata, in tutti i sensi: Zach Hill si scrive sul pene il titolo del nuovo album e lo propone come copertina. Detto, fatto: esce a sorpresa e in free download NO LOVE DEEP WEB, nonostante l’ira della Epic Records che li licenzia in tronco per aver violato il contratto. La critica, a ragione, volta le spalle; il pubblico li elegge paladini della libertà di parola e di chissà quale altra cazzata.
Quest’anno continuano a fare concerti e a fracassare tutto, fino a uno “spettacolo” tenutosi quest’agosto: davanti a una gigantografia in acrilico di uno screenshot di quella che sembra la lettera di un suicida presa dalla loro casella email, vengono eseguiti in loro assenza pezzi in playback con una batteria giocattolo sul palco, poi distrutta dagli spettatori offesi e inferociti. A questo punto chiunque potrebbe dichiararli finiti. E invece no: il 13 corrente mese viene pubblicato, a sorpresa, Government Plates in free download sul loro sito (come pure tutti gli altri loro album. Pure The Money Store. Fate finta di non saperlo).
Va bene che continuino a fare il cazzo che vogliono, come magari è proprio giusto che sia a prescindere dai risultati? Scopriamolo insieme al nostro connazionale di Irene Papas(lurp!) preferito, l’inseminatore di tutti i siti archeologici possibili: ElFecondadòrDelPartenón!

E insomma, morite.

E insomma, morite.

[You Might Think He Loves You for Your Money But I Know What He Really Loves You For It’s Your Brand New Leopard Skin Pillbox Hat]

DeReviùer: Crash!
ElFecondadòrDelPartenón: Yeah, INDUSTRIAL A PALLA! E sempre lui, con questa voce a drag queen ubriaca.
DR: DRAG QUEEN UBRIACA! [ride]
EFDP: E vai di basi che Marilyn Manson non riuscirebbe a concepire nemmeno morto.
DR: Titolo epocale, uno sfottò a Bob Dylan. Zach Hill più calmo che in altre volte.
EFDP: Titolo capolavoro, altro che: potrebbero concepirlo gli Uochi Toki, gli Å, oppure tu. Zach Hill tranquillissimo.
DR: Secondo me, è inutile che Zach Hill militi nei Death Grips. Cioè, che cazzo fa? A che serve? Tanto, se suona, arriva l’altro che copre tutto con l’elettronica.
EFDP: Dai, dà il tocco punk al gruppo, è lì per presenza.

[Anne Bonny]

DR: La quale era una piratessa irlandese militante nei Caraibi.
EFDP: OK, ‘sti suonini elettronici? Sembra una Get Got in chiave zombie-dream-pop, ma poi torna alle solite nuance industrial.
DR: Esatto, con questa batteria elettronica à la Closer dei Nine Inch Nails.
EFDP: Non male comunque come brano, anche se non si percepisce la benché minima evoluzione.
DR: MC Ride è preso sempre peggio.
EFDP: MC Ride insulta e frusta tutti, sognerei l’incontro col culone di Azealia Banks.
DR: Con l’entourage di entrambi, eh?
EFDP: Naturalmente.

[Two Heavens]

EFDP: Fighi, i suonini elettronici.
DR: Con le marimba finte!
EFDP: Ecco, finte: dubito abbiano utilizzato una marimba vera. E ora MC Ride rappa come Mykki Blanco.
DR: Che non conosco.
EFDP: Mykki Blanco è un rapper transgender della scena queer rap di Brooklyn.
DR: A posto: siamo rimasti dalle parti della “drag queen ubriaca”.
EFDP: Esatto! Interessante il testo, una wastaggine totale, gente soffocata, lui completamente di fuori, poi le percussioni etniche che fanno muovere la testa a ritmo.
DR: Sbaglierò, ma qui mi sembra che siamo, in quanto a costrutti, nei pressi di NO LOVE DEEP WEB, il “disco del cazzo”.
EFDP: In quanto a costrutti sì, ma il tutto è sviluppato decisamente meglio. Quel disco lì fu del cazzo di nome e di fatto.

[This Is Violence Now (Don’t Get Me Wrong)]

EFDP: OK, mi sto quasi pentendo di quanto appena detto. [ride] No, dai, prende, via.
DR: Oddio, sarò diventato paragnosta?
EFDP: Per la serie “Facciamo electroclash nigga”.
DR: Con un inizio che porta alla techno inizio anni ’90, quella olandese con i gabber.
EFDP: Magnifici gabberoni, che qui in Italia si sono visti tipo 15 anni dopo. Intanto, la testa si muove a ritmo.
DR: Come ritardatari siamo imbattibili. Il testo è incredibile: “Ora è violenza, non fraintendetemi”. E chi ti dice niente?
EFDP: Vabbe’, testo capolavoro.
DR: Mettiamola fra le strumentali, ché facciamo prima.

[Birds]

EFDP: Questa parte come un pezzo random di M.I.A.: I GOT TOMORROW COMING, I GOT I GOT I GOT. WOW!…
DR: Ma magari parte pure come Kalifornia di Fatboy Slim.
EFDP: …ma, a “Birds, fuck you” SONO MORTO! Con la chitarrina trattata…
DR: Chitarrina rigorosamente finta, eh?
EFDP: Ah, OK, poi evolve in un pezzo à la cLOUDDEAD, poteva stare tranquillamente nella compilation omonima, bastava renderlo un attimo più ambient.
DR: E fare un testo meno “idiota”.
EFDP: Sembra che i testi di The Money Store non torneranno più, nel senso che da lì in poi si sono dati al dadaismo più becero.
DR: MC Ride è fissato con due cose: chiavare e crepare.
EFDP: Beh, come molti nigga alla fine.
DR: Sì, ma questo conosce solo quello, gli altri conoscono pure i soldi.
EFDP: Vero, Snoop Dogg conosce pure la bamba.
DR: Magari la conosce pure MC Ride, chissà, o è più tipo da crack?
EFDP: A me sembra tipo da crack.
DR: Ecco.

[Feels Like a Wheel]

EFDP: E mettiamoci rumorismi à la Royal Trux e rendiamoli Royal Truzz.
DR: “È come una ruota, fatemi vivere”?!
EFDP: Mirabile poesia, proprio.
DR: Ma se si desse all’haiku?
EFDP: Ma se proprio non dicesse nulla e si limitasse a urlare come uno sciamano aborigeno?
DR: Se trova una scusa buona per farlo, ben venga. OK, ora pare il primo Aphex Twin, ma mooooooolto più calmo.
EFDP: Sì, ma proprio di striscio, eh?
DR: Ecco.
EFDP: A me sembrano sempre i Royal Truzz.

[I’m Overflow]

EFDP: La base si presta pesantemente alle culone che twerkano accanto ai macchinoni.
DR: UE-UE-UE-UE-UE-UEEEEEEEEEEEE-UEEEEEEEEEEEE!
EFDP: Ecco, stavo per scriverlo io. [ride] Base fighissima, comunque, sempre più casinaro e casinista.
DR: Non mi pare, sai? Sembrava più casinaro e casinista all’inizio.
EFDP: Non tanto nell’essere rumoroso in maniera gratuita, ma tanto nel fatto che mette miliardi di cose nello stesso pezzo, anche più di prima.
DR: Tra queste cose non c’è Zach Hill, sicuramente.
EFDP: Sì, senz’altro.
DR: Testi sempre più striminziti, tra l’altro. Ma datti SERIAMENTE all’haiku.

[Big House]

EFDP: OK, ci diamo alla trance? Sì, ci diamo alla trance. Finalmente un testo un attimo più corposo, per quanto ridicolo.
DR: Pissichedelico, scioè! Ma qui siamo in pieno goa, solo che non ci sono Buddha e la dea Kalì a fare ciao con la manina/le manine.
EFDP: No, purtroppo no. Oh, mancano soltanto tre pezzi.
DR: Tutto questo bordello, in due minuti, per dire che sei in prigione.
EFDP: E vabbe’, gli piace essere diversamente creativo.

[Government Plates]

EFDP: E vai di chillwave. Anzi, più che chillwave, l’ultima è trap fuor de melone.
DR: Ah, meno male: prima sapevo più o meno di cosa parlavi, ora proprio no.
EFDP: Anche qui, testo imprescindibile proprio, poi ti spiegherò cos’è la trap.
DR: Perché potrei dire “dubstep” pur sapendo di dire una cazzata.
EFDP: Ci sono echi dubstep nella trap, ma nasce da tutt’altri presupposti.
DR: Effettini Nintendo per dire che accedi al livello successivo.
EFDP: Ma avessero fatto come Clams Casino, un disco di soli strumentali e via?
DR: È quello che dico io!

[Bootleg (Don’t Need Your Help)]

EFDP: No, è cambiata impostazione ritmica: stavo di nuovo sognando le culone che twerkano.
DR: Secondo me tutto il disco si può ridurre a questo concetto: la Epic li ha cacciati a calci in culo e loro a dire: “Eh, ma tanto non abbiamo bisogno di voi, gnegnegnè…”. Quindi magari poteva pure bastare questo brano di due minuti.
EFDP: Ma non ti sta piacendo proprio per nulla questo disco? Io lo trovo più riuscito, ovviamente limitandomi a questo primo ascolto, di NO LOVE DEEP WEB.
DR: Più riuscito lo è sicuramente.

[Whatever I Want (Fuck Who’s Watching)]

EFDP: E boh, qui non so che dire, cose a caso.
DR: Un inno al taccheggio: “Rubo quel che voglio, affanculo chi guarda”. Mi pare giusto.
EFDP: Anche a me, via. Inserti cloud-rap, voci dubbate, ritmiche post-industriali.
DR: Ed ecco come chiudere un cerchio iniziato con il primo brano.
EFDP: Per la serie “Facciamo il cazzo che vogliamo e ci ficchiamo tutto quello che ci pare”.
DR: Come detto nel brano prima, no?
EFDP: Ma sì, appunto.
DR: Anche se mi sembra più una cosa à la Esopo, sai, la volpe e l’uva…
EFDP: Ci sta che rosichino pure, eh?, niente è certo. […] AH-HAH AH-HAH AH-HAH, PUSH IT, PUSH IT!
DR: E siamo sempre là: o si chiava o si crepa.
EFDP: Eh, sì, una filosofia di vita elementare.
DR: Per un po’ mi ha ricordato Tziaitzomanasou di Jar Moff, forse è la grana dei campioni.
EFDP: Anche a me, ma giusto per quei due secondi prima che la mia mente si rifiutasse di analizzare oltre.
DR: Questo brano conferma che questo disco è meno convenzionale di NO LOVE DEEP WEB, che era proprio a livelli di strofa-ritornello.
EFDP: Sì, sono d’accordo, ma magari anche a livello di mugugni a caso su basi inutili. Non mi esprimo con un voto: ora come ora non ci riuscirei.
DR: Vedo di riassumere io: 7 a Exmilitary, 7.5 (forse) a The Money Store, 5- a NO LOVE DEEP WEB (darei un voto più basso per quanto sono stati dei cazzoni), 6+ a Government Plates.
EFDP: Concordo sul secondo e sul terzo (vabbe’, il mio sarebbe un 5, ma cambia di poco), su Exmilitary devo tornarci.

Alla fine ho cercato la definizione di “trap” su Wikipedia e non mi è venuta questa grande fretta di ascoltarla. Nel frattempo, vi lascio la sigla, così decidete se MC Ride è tipo da bamba o da crack:

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