Orgia-cartoon: Nanda Collection (2013) di Kyary Pamyu Pamyu

30 ottobre 2013 § Lascia un commento

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Questa recensione non sarebbe nemmeno dovuta apparire sulla webzine dove di solito scrivo: tuttavia, non è proprio cosa di tutti i giorni vedere una popstar dall’Estremo Oriente, per giunta tra le più chiacchierate e famose degli ultimi tempi, approdare anche nei mercati occidentali, per giunta senza fare la figura della perfetta sconosciuta. Intendiamoci, non è un nome sulla cresta dell’onda e probabilmente mai lo sarà (e c’è da augurarsi che non lo diventi: i motivi verranno spiegati dopo), tuttavia per chi bazzica la rete un po’ più approfonditamente e legge blog di curiosità o quant’altro, il nome di Kyary Pamyu Pamyu potrebbe non essere nuovo. A maggior ragione dopo la recensione comparsa su Pitchfork qualche mese fa, anche molta della popolazione musicofila dell’Occidente, non propriamente avvezza al pop più caramelloso proveniente dal Giappone, è venuta a conoscenza di questo fenomeno. « Leggi il seguito di questo articolo »

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Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #7: Wenu Wenu (2013) di Omar Souleyman

28 ottobre 2013 § Lascia un commento

Portate rispetto a quest’uomo come a Lou Reed da morto. O mi incazzo per davvero. Mi spiego meglio raccontandovi un’altra bella storia.

Ogni danza popolare fu creata con uno scopo: per esempio, in Italia meridionale, la tarantella e le sue varianti erano utili a chi veniva morso da una tarantola, affinché il veleno venisse espulso attraverso il sudore prodotto durante un ballo frenetico e insistito; in Medio Oriente, dove i tetti delle case erano fatti di paglia, legno e fango, la dabke serviva a coordinare il pestaggio del fango, affinché questo si compattasse e si solidificasse, ma viene ballata ancora oggi in occasioni felici, per festeggiare matrimoni, nascite e via dicendo. Nel 1994, in Siria, a uno di questi matrimoni, esordì Omar Souleyman che, accompagnato ogni volta dagli stessi musicisti, compreso il fido mago delle tastiere Rizan Sa’id, propone da allora un misto tra techno e dabke in brani cantati in curdo e arabo che possono durare tanto sei minuti quanto mezz’ora, che importanza ha? L’importante è ballare e divertirsi. Alla fine della festa, Omar regalava sempre agli sposi la musica eseguita quel giorno incisa su musicassetta (si parla anche di VHS), che prontamente veniva copiata tra amici e anche venduta presso le bancarelle; pare che sul solo Omar, autore di circa 500 incisioni, si basi l’intero mercato siriano del bootleg. Esagerato ma non impossibile. « Leggi il seguito di questo articolo »

Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #6: Reflektor (2013) degli Arcade Fire

26 ottobre 2013 § Lascia un commento

Andiamo con ordine.

Ovidio, Virgilio e infiniti altri raccontano a modo proprio e con infinite varianti il mito di Orfeo, un artista “gratia artis” che chiava a destra e a manca prima di innamorarsi perdutamente di Euridice, che muore morsa da un serpente e costringe Orfeo addolorato a scendere negli Inferi per riprendersela, armato di lira. A ciò accondiscende Persefone, moglie di Ade, a una condizione: non guardarla in faccia prima d’aver lasciato l’Ade (giustamente, sulla targhetta della porta c’è sempre il cognome del marito). Ma Orfeo non resiste, rompe la promessa, si volta ed Euridice, scomparendogli davanti agli occhi, torna negli Inferi e ci rimane per sempre. Lo sconsolato Orfeo viene ucciso e fatto a pezzi dalle Baccanti, secondo alcuni stanche delle sue lamentele, secondo altri rimaste a fessa vacante dopo la sua conversione all’omosessualità.

Verso metà Ottocento, Søren Kierkegaard parla del presente (il suo, ma volendo anche il nostro) come di un’età vuotata di passione ed entusiasmo e votata alla comprensione e all’indolenza.

Nel 1949, Jean Cocteau dirige Orphée, ma non ce ne fotte.

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Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #5: Synthesizing: Ten Ragas To A Disco Beat (1982) di Charanjit Singh

9 ottobre 2013 § Lascia un commento

Ho voglia di raccontarvi una bella storia.

Tra gli anni ’60 e gli ’80, Charanjit Singh compose numerose colonne sonore per film di Bollywood e fece altrettanto numerosi dischi in cui registrava cover di altri pezzi. Un bel giorno del 1981 si fa spedire da Singapore il Jupiter-8, il TR-808 e il TB-303, tutto della Roland. Non avendo idea di come funzionino, se li studia per mesi interi e, quando scopre che è possibile sincronizzare tutti e tre gli strumenti, fa un po’ di pratica e pensa che magari si può registrare qualcosa. Il risultato è Synthesizing: Ten Ragas To A Disco Beat, uscito nel 1982 nell’indifferenza generale e ristampato nel 1983 nella stessa indifferenza.
Dopo essersi resi conto che quest’album è stato pubblicato cinque anni prima di Acid Trax dei Phuture, nota come il primo singolo acid house della storia, gli olandesi della Bombay Connection pensano bene di ristamparlo nel 2010 su CD e due vinili (uno da suonare a 33 giri, l’altro a 45, ma perché?!), dando così a questo umile e riservato signore indiano la visibilità e la considerazione giuste. « Leggi il seguito di questo articolo »

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