Donnie Darko (2001) di Richard Kelly

16 luglio 2013 § Lascia un commento

"Ma prima avevo James Stewart qua vicino, dove si è cacciato quell'imbecille?"

“Ma prima avevo James Stewart qua vicino, dove si è cacciato quell’imbecille?”

Donnie Darko uscì nel 2001 nell’indifferenza generale, anche perché fu distribuito in poche copie e poco tempo dopo la caduta delle Torri Gemelle, trattato dall’inizio come se fosse stato o dovesse essere messo a chissà quale Indice. Il problema è che da questo Indice, nel 2004, è uscito grazie a un “director’s cut” che, pubblicato su DVD negli Stati Uniti, ha reso possibile la distribuzione in Italia della versione originale, che andai a vedere al cinema, su consiglio di un conoscente comune che si riteneva un fan di David Lynch, pur avendo visto solo Strade perdute, e si espresse così: “Non è tra i 100 film migliori della storia, come dice il trailer, però è stupendo!”. Mi accompagnarono quattro amici miei che si espressero così:

  1. “Mi è piaciuto, anche se non ci ho capito una sega.”
  2. “No, a me è piaciuto. Bellissimo!”
  3. “No, cioè, è uno di quei film fatti così che però alla fine non è che uno li deve guardare come se stesse da qualche…”, vabbe’, ve la risparmio: non ricordo con precisione le sue parole, ma esternò qualcosa fra il rumore e varie cose appiccicate a cazzo; come se non bastasse, quando Donnie chiede a sua madre come si sente lei ad essere la madre di uno schizzato, lui prontamente commentò: “Come si sentirebbe la madre di DeReviùer!”. Oggi questo tizio, dopo essere stato lasciato da una stronza, vive a detta sua sereno in un universo tutto suo fatto di giochi di ruolo o varie nerdate, nel quale viene spinto con sempre più vigore dai suoi cosiddetti amici che, stanchi di lui e del noioso egocentrico di merda che è diventato, pian pianino si stanno allontanando dalla zona dove questo abita. E ben gli sta, vaffanculo!
  4. Non ricordo cosa disse il numero 4, ma non mi parve sbilanciarsi più di tanto.
  5. Il numero 5 sono io, troppo incazzato per esprimere un parere.

Tengo ad aggiungere che i primi quattro, ho saputo di recente, hanno riveduto la propria opinione dando ragione a me. E fra poco vi sarà chiaro il perché.

Poco dopo un inizio promettente, ma solo per merito di The Killing Moon di Echo & The Bunnymen (mi dicono che la facciano suonare in un’altra scena, nel director’s cut), capii di aver a che fare con la peggiore puntata di Smallville mai concepita, un insieme di citazioni a cazzo che stavano lì a giustificare loro stesse e tutto il film (“Scusa, che ci fa lì, un iPod?”; “Fatti i cazzi tuoi! Li senti i Duran Duran in diegesi? Ecco qua, stiamo negli anni ’80, vaffanculo!”).
E con quale scusa appiccicare queste cose a cazzo? Ma certo: a Donnie è stata diagnosticata la schizofrenia paranoide e deve prendere le medicine, quindi grazie a queste e al suo disturbo appaiono i mostri, compreso un coniglio antropomorfo che gli predice la fine del mondo poco dopo che la colonna sonora ha tirato fuori Echo & The Bunnymen. Peccato che non erano i Napalm Death.
Ma non basta: Richard Kelly scrive la sceneggiatura ma non sa farlo, il film esce come esce e lui dice “Beh, interpretatelo come volete, ha più chiavi di lettura” (che già quando lo dice Lynch è una paraculata), ma pensando “Vediamo se riesco a farmi dei fan e quali cazzate si inventano per unire tutto quanto”. Su internet si comincia a parlare di universi paralleli, realtà alternative, quando nel film ci si limita invece ai viaggi nel tempo, insomma le cazzate abbondano, lui le raccoglie e ne fa un booklet d’accompagnamento per l’edizione director’s cut su DVD per far intendere che il film dicesse proprio quello. “Ebbene sì, ragazzi, un po’ macchinoso ma avete indovinato!” Geniale!
Drew Barrymore produce questa lynchata da quattro soldi e, dovendo suonarsela e cantarsela, fa ritagliare per sé il ruolo di una delle due persone “decenti” del circondario oltre alla madre: l’insegnante di letteratura di Donnie, una scelta intelligente quando a 26 anni hai bevuto e pippato abbastanza da mostrarne 45. Fare la mamma no, era troppo. Il resto è stereotipo, dalla colonna sonora (con un’irritante cover per piano e voce della già mediocre Mad World dei Tears For Fears) ai coetanei di Donnie, passando per insegnanti, amici e nemici, compreso il povero Patrick Swayze.

Il resto è storia e la conosciamo tutti:

  • Donnie Darko viene ritenuto (e non da critici) uno dei 100 film più belli della storia del cinema in una classifica da leggere alla rovescia. Avrà un seguito prodotto nel 2009, S. Darko, al quale cercherò di non avvicinarmi perché vaffanculo e dal quale Richard Kelly si è dissociato. E volevo vedere!
  • Invece, Richard Kelly sembra aver dato ragione a me e torto all’amico che ci consigliò il film: pare che abbia dimostrato di essere un cretino scrivendo e dirigendo Southland Tales e The Box, una sorta di Un mandarino per Teo ideata da chi scrisse Io sono leggenda (piacere, DeReviùer). Voi mi direte: guarda che la stessa cosa è successa anche a Kevin Smith, però lui ti piace. Avete ragione, ma Kevin Smith ha dimostrato di essere più coscenzioso e meno paraculo di Kelly. Dopo Clerks ha diretto per lo più delle cacate, è il primo ad ammetterlo, ma poi almeno gira qualcosa che fa autocritica. Sto ancora aspettando Kelly.
  • I fratelli Gyllenhaal crescono e finiscono coinvolti in progetti anche migliori: grazie a Heath Ledger che gli maltratta la sorella Maggie in Il Cavaliere Oscuro e recita con lui in Brokeback Mountain, Jake paga per essere stato Donnie Darko.
  • Drew Barrymore continua a recitare e produrre film. Si dichiara bisessuale quando va di moda e si fidanza con un sacco di gente. Non si droga e non beve più perché dopo Donnie Darko ha capito come vanno le cose.
  • Patrick Swayze muore nel 2009 di cancro al pancreas. Aveva pure detto che stava migliorando, ma chi credeva di prendere per il culo? Certo, in fondo mi stava simpatico, fumava come un turco, si può pensare che se la sia cercata, insomma mi è dispiaciuto, ma aveva recitato in Donnie Darko, vuoi mettere?

E ora possiamo dare la sigla (tra l’altro questo pezzo mi convinse a comprare originale l’album Ocean Rain. Pallosissimo. Vaffanculo!):

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