Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #3: MBV (2013) dei My Bloody Valentine [ovvero, “il mio raccontino personale che narra l’attesa del nuovo album” come topos letterario]

3 febbraio 2013 § Lascia un commento

Ogni tanto, il mio amico ElFecondadòrDelPartenón e io ascoltiamo lo stesso album, ciascuno a casa sua e in parallelo, esprimendo le nostre impressioni su Skype. Oggi tocca a MBV dei My Bloody Valentine, non prima di concedere un piccolo spazio a un trailer.

Kincrìmson Scapece non poteva immaginare quanto Loveless avrebbe cambiato la sua vita, finché non fu diffusa notizia di un nuovo album in cantiere per i My Bloody Valentine. Ma il tempo passava e le novità latitavano. Kincrìmson era disperato: vendette tutti i suoi fumetti, i suoi libri, i suoi film e tutti i suoi dischi (tutti tranne Loveless. Sì, pure Nevermind e Spiderland) per raccogliere fondi da spedire a Kevin Shields perché terminasse il lavoro.
Ma tutto si risolve in un nulla di fatto: in piena Jurassic Park-mania, Kincrìmson rimane solo, senza famiglia, senza amici, con il CD Loveless pieno di graffi e il lettore CD con le batterie scariche finché, quando sembrava che il mondo dovesse finire, dopo essere radicalmente cambiato sotto l’ignaro naso del Nostro, non arrivò la notizia del mastering avvenuto del terzo album. E fu subito uscire di casa dopo vent’anni, riaprirsi alla vita, incontrare gente, ma anche farsi una famiglia e un lavoro e dare un senso alla propria vita. Tutto bene, finché il nostro eroe non si accorge che sono passati cinque anni dall’uscita del seguito di Loveless, notizia che fino ad allora non aveva ricevuto. Finale tragico e folle.

Ma Bbaffanculo, Va’!, prossimamente in libreria.

E ora, MBV dei My Bloody Valentine.


Blue Cover Of Death! (Ma solo io vedo dei punti in comune con la copertina di "The Art Ensemble Of Rake./The Tell-Tale Moog"? Andatela a vedere...)

Blue Cover Of Death! (Ma solo io vedo dei punti in comune con la copertina di “The Art Ensemble Of Rake./The Tell-Tale Moog”? Andatela a vedere…)

ElFecondadòrDelPartenón: HO LA FOTTA A DUEMILA! QUANDO DIAVOLO SI COMINCIA? (anche se ho già da ora il presentimento sarà una delusione cocente)
DeReviùer: OK, ora preparo l’album. Sei pronto? Dimmi quando parti.
EFDP: Aspetta…
DR: Pronti?
EFDP: Sì.
DR: Partito.

[She Found Now]

EFDP: Su RateYourMusic ha già tipo 600 voti, la gente sta davvero male.
DR: Bene, sta prevalendo il Kevin Shields cantautore che ricomincia dove finiva Sometimes.
EFDP: Esatto.
DR: Tutto molto più palbabile, progressioni e melodie molto più oblique.
EFDP: Molto nel loro stile comunque, poi roba à la Isn’t Anything.

[Only Tomorrow]

DR: E se la prima era “Sometimes II”, anche nel finale, la seconda segna una specie di evoluzione, non so, anche nella scansione ritmica.
EFDP: Qua c’è anche il crescendo di tastiera. Lo sto ascoltando a volumi folli, comunque.
DR: Rispetto a Loveless stanno giocando di sottrazione.
EFDP: Vero.
DR: Le strutture rimangono molto semplici, ma il millefoglie di effetti si è ridotto a centofoglie: avranno tolto qualche pedale, le distorsioni hanno meno riverbero.
EFDP: Il riverbero non c’è proprio più.
DR: E se l’avessero dimenticato? Sai le risate…
EFDP: Anche se fosse, non cambia di certo il risultato. Comunque, molto meno energico rispetto a Loveless, dove per energico intendo dire che quell’album ti sballottava di qua e di là.
DR: Anche perché la tecnologia di 22 anni fa era diversa. È come suonare la chitarra con distorsori e compressori a cazzo, manovrando poi l’equalizzatore a mano, salvo poi scoprire che esiste il pedale wah-wah. Qui è come se l’avessero scoperto.
EFDP: OK, qui non ti seguo più. Intanto è partito un assolo di chitarra a papera.
DR: Ti ricordi l’intervista che fecero a Kevin Shields? “Ma come hai fatto ad avere quest’effetto?”; “Eh, ho fatto passare il segnale qua, poi è andato qua, poi ho manovrato a mano i volumi e i toni…”; “Ma se compravi un pedale wah-wah, non era la stessa cosa?”; “Il risultato sì, l’approccio no.”

[Who Sees You]

DR: E ora siamo alla versione moscia di Only Shallow.
EFDP: Esatto. Certo però che da quello che ho ascoltato finora… 22 ANNI? NO, SERIAMENTE?
DR: Kevin Shields ha smesso di giocare e sperimentare e sente il fiato di Sofia Coppola sul collo, sentendosì così costretto a ripresentarsi in salsa City Girl così, per sport…
EFDP: Sì, ma cazzo, 22 ANNI?
DR: Che intendi dire?
EFDP: Questo disco poteva uscire tranquillamente 10 anni dopo, non capisco il perché impiegarci così tanto tempo: è il diretto successore di Loveless, con qualche modifica tecnica di qua e di là. Non mi spiego tutto questo assurdo stacco temporale tra i due album, sinceramente. Poi, che Shields sia un grande imprenditore, questo è assodato.
DR: Grande imprenditore? Davvero?
EFDP: Fammi spiegare, sapevo che avresti frainteso.
DR: Non ho frainteso, non ho proprio capito.
EFDP: Effettivamente anche io ho posto male la questione: ha lasciato alimentare il culto per Loveless a livelli appunto di isteria collettiva. D’accordo, si tratta di un disco storico a suo modo, nessun altro ne ha saputo fare un altro simile (anche se per me non è il più grande disco shoegaze, ma questa è un’altra storia), ma siamo arrivati al punto che se si parla di shoegaze si pensa direttamente ai My Bloody Valentine e non, che ne so, ai Slowdive, ai Ride, ai Curve, ecc.

[Is This And Yes]

DR: Ecco, ora mi chiedo: “Che cazzo è ‘sta roba?”.
EFDP: Anche io. Comunque, dicevo: Shields è arrivato al punto di dire mezza parola su un eventuale post-Loveless, che da dieci anni la gente pensa ci sarà un nuovo album alle porte. In questo senso, “grande imprenditore”. Ha saputo mantenere per 22 FOTTUTISSIMI ANNI un’attenzione sui My Bloody Valentine che in pochissimi hanno saputo tenere, giusto i Neutral Milk Hotel, ma quest’album non giustifica un’attesa temporale così lunga, tutto qui.
DR: Un album che poi non è dei My Bloody Valentine: se non fosse per Bilinda che sbuca qua e là, sarebbe Shields solista.
EFDP: No, visto che poi Debbie Googe non ha giocato alcun ruolo nella realizzazione del disco, poteva uscire nel 2001 e sarebbe stata la stessa identica cosa. Comunque questo brano è una vera merda.
DR: E dubito anche Colm O’Ciosoig sia stato coinvolto. Ma questo brano qua potevo farlo pure io, dai. Un organetto demmèrda, manco fosse Klaus Schulze.
EFDP: Sì, ecco.

[If I Am]

DR: Ah, beh, questo poi… siamo diventati britpop di punto in bianco.
EFDP: Ma nemmeno troppo britpop.
DR: Non troppo, ma sì. Perfino le melodie si stanno ammosciando.
EFDP: Va beh, le grandi melodie ci sono state solo in Isn’t Anything, eh? Loveless non brillava di certo per quest’aspetto.
DR: Brillava per altri, ma aveva delle belle melodie.
EFDP: Mmh, io fatico a trovarci le melodie proprio, ma capisco che per altri non sia così.
DR: Vabbe’, questa è una bozza…

[New You]

DR: E ora… Baba O’Riley?!
EFDP: Sì, ecco. E soprattutto: Bilinda, hai sfracagnato i maroni con questa vocina da fatina, canta per bene!
DR: Ma Kevin vuole così, prenditela con lui.
EFDP: Me la prendo anche con lui, non ti preoccupare.
DR: E poi lei bisbiglia pure quando parla, è proprio costituzione, quindi non perdiamo tempo e andiamo avanti. Mannaggia, era iniziato bene, ora siamo proprio in territori bubblegum. Mi pare proprio di sentire gli Hanson.
EFDP: VERO, stavo per dirlo io! “MMMMMMMMMbop”!
DR: Ma anche gli Swirl 360…
EFDP: Questi non li conosco.
DR: Ecco, èvita.
EFDP: Però conosco i Sixpence None The Richer. Puah!
DR: Gli Swirl sono peggio.
EFDP: Cioè, non so se mi spiego, esiste una band come i Serena Maneesh che ha praticamente svecchiato il sound dei My Bloody Valentine e lo ha reso iperpsichedelico, qua sembra una cover-band di una cover-band dei My Bloody Valentine.
DR: Fino a che punto si può parlare di invecchiamento e si comincia a parlare di (d)evoluzione?
EFDP: Si parla di svecchiamento nel loro caso: i My Bloody Valentine ce li senti proprio alla base, eppure il tutto viene portato ad altri livelli.
DR: Io parlavo dei My Bloody Valentine.
EFDP: Ah, io pensavo ti riferissi ai Serena Maneesh, non so che dirti.
DR: Non devi dire niente, facevo il promotore della fede.

[In Another Way]

DR: Bene, e ora ecco a voi gli Smashing Pumpkins!
EFDP: Ecco, qua non avrei saputo trovare un paragone calzante, sarà che degli Smashing Pumpkins non ho mai ascoltato nulla.
DR: I primi lavori fino al superdoppione non sono male, ma Corgan è insopportabile.
EFDP: Recensione su RateYourMusic, te la copio.

track 1: there is some wavy guitar and illegible vocals. very cool!
track 2: there is some wavy guitar and illegible vocals. very cool!
track 3: there is some wavy guitar and illegible vocals. very cool!
track 4: there is some wavy guitar and illegible vocals. very cool!
track 5: there is some wavy guitar and illegible vocals. very cool!
track 6: there is some wavy guitar and illegible vocals. very cool!
track 7: there is some wavy guitar and illegible vocals. very cool!
track 8: there is some wavy guitar and illegible vocals. very cool!
track 9: there is some wavy guitar and illegible vocals. very cool!

one of the songs had synths on it i can’t remember which one

7/10

DR: Un altro genio ha detto che era uscito il nuovo album dei MBV e si chiamava “403 Forbidden”.
EFDP: Sì, a causa del fatto che non si poteva accedere al loro sito. Ci hanno anche fatto la copertina col 403!
DR: Bella!
EFDP: E ora ci pestano di cassa, manco ci volessero andare giù di techno
DR: Mi sa che dobbiamo aspettarci la jungle o qualcosa del genere.
EFDP: Mmh, mi sa che non ci sarà proprio.
DR: E vediamo…
EFDP: Beh, dai, ci siamo quasi qui. Avevi ragione tu. Mi sta venendo il mal di testa.

[Nothing Is]

DR: E cos’è questo?! Gli Unrest scoprono Pro Tools?
EFDP: [si sganascia dal ridere, poi si riprende] Comunque sia, lo scrivo e lo ripeto: chiunque consideri questo disco un capolavoro per me è uno stronzo, period.
DR: Stronzo no, coglione sì. Comunque, mi sa che questa è “Touched II”. Solo che DURA TROPPO!
EFDP: No, stronzo. Comunque sì, uno smaronamento di tre minuti e mezzo in cui si ripete la solita solfa.

[Wonder 2]

EFDP: Eccola, LA JUNGLE!
DR: Ma allora avevo ragione!
EFDP: Ecco, questa sì che è interessante.
DR: I Republica scoprono il flanger!
EFDP: Chi sono i Republica, e cosa diavolo è il flanger?
DR: Il flanger è quella specie di aereo supersonico che sta modificando il suono delle percussioni.
EFDP: Ah, OK.
DR: E questi sono i Republica. Poi vedi tu, insomma… Anche qui, volendo.
EFDP: Sarà che di drum’n’bass e jungle non ne so niente, giusto Squarepusher e qualcos’altro. Invece, questi Republica mi sanno di merda cosmica.
DR: Sì, sono merda cosmica, Saffron permettendo. Bene, il disco è finito. Direi che grazie alla prima parte il voto è 6–.
EFDP: Anche io propendo sul 6. Lo riascolterò, ma non penso possa cambiare di troppo il giudizio: HUGE DELUSION!
DR: Madonna, tremendo! I primi pezzi ci potevano stare, ma dall’organetto di merda in poi va tutto a scendere.
EFDP: Salvo l’ultimo brano, molto drone e culone. Era una cosa che andava fatta comunque. Detto questo, vado. A stasera se ci sei.
DR: Non lo so, comunque ci si vede. A presto.

Tutto questo per dire che preferiamo ricordare i My Bloody Valentine, più o meno, come vedrete nella sigla:

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