Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #1: Tragedy (2011) di Julia Holter

4 giugno 2012 § Lascia un commento

Ogni tanto, il mio amico ElFecondadòrDelPartenón e io ascoltiamo lo stesso album, ciascuno a casa sua e in parallelo, esprimendo le nostre impressioni su Skype. Oggi tocca a Tragedy di Julia Holter.


Didascalia tragica di prova

Didascalia tragica di prova

ElFecondadòrDelPartenón: Comincio l’ascolto di Tragedy, vediamo se è meglio di Ekstasis.
DeReviùer: Aspetta, ferma l’ascolto. Sai cosa facciamo? Lo ascoltiamo assieme e lo commentiamo in diretta. Un attimo, metto le cuffie.
EFDP: Sono a 0:52 dell’intro.
DR: Io ho attaccato ora.
EFDP: Dimmi quando ci sei, così riparto.
DR: Sono arrivato a 0:52.
EFDP: Vai.

[Introduction]

DR: Field recording al porto.
EFDP: Che ricordano tanto Volta di Björk.
DR: Che ancora non ho ascoltato. Ora una soprano canta da un 78 giri.
EFDP: E gong.

[Try To Make Yourself A Work Of Art]

DR: Seconda traccia, della quale esiste anche un video.
EFDP: Già il titolo pretenzioso a 5000…
DR: Ecco, questa traccia sembra interessante.
EFDP: Sì, decisamente più ordinata e composta.
DR: E mi fermo a “sembra”: fin qui ho l’impressione che se non parla di camere da letto (intese come camere di produzione) può sembrare quasi geniale. Non so come rendere l’idea, ma sicuramente fa una figura migliore.
EFDP: Non mi concentro molto sul testo.
DR: Infatti non parlavo del testo.
EFDP: Aaaah, ti riferisci all’intervista che fece tempo fa?
DR: Esatto.
EFDP: Sì, ecco, quella intervista mi diede un fastidio…
DR: Comunque, se vuoi, ho i testi sotto mano (pure i riferimenti mitologici, e dai!).
EFDP: E va beh, comprensibile, considerando il titolo dell’album.

[The Falling Age]

EFDP: Qui sembra un incrocio tra Enya e Kendra Smith.
DR: Più che altro sembra Enya senza soldi.
EFDP: In più c’è l’elemento vocale che mi ricorda una cantautrice di cui adesso mi sfugge il nome. E non è Kendra Smith, anche se ogni tanto le va vicino.
DR: Julee Cruise?
EFDP: No, nemmeno. Ecco, mi ha ricordato all’inizio Tanita Tikaram.
DR: Della quale ho solo un album che non ho nemmeno ascoltato. Aspetta, non ce l’ho sottomano.
EFDP: Ancient Heart?
DR: Esatto.
EFDP: Questa traccia comunque è molto interessante, sarebbe accostabile a Birds Of Passage, se fosse che quest’ultima è molto più scarna e minimale nei suoi droni.
DR: Bordoni e archi kraut-ambient a bassa fedeltà con bassi soffocanti, affiancati a 78 giri campionati a cazzo. Ora, archi sintetizzati alla Badalamenti.
EFDP: Sì, ho detto che è interessante, non che è strappacapelli.
DR: Sto solo continuando un’analisi.
EFDP: Ah, d’accordo. Ora il tutto si placa e sembra Constance Demby che flirta sempre con Badalamenti.
DR: Cosa non si fa oggi con un computer…
EFDP: E lo Scaruffo si strappa i capelli.

[Goddess Eyes]

EFDP: Questa la conoscevo di già, l’ha ripresa in Ekstasis, con una produzione decisamente migliore.
DR: Ci sono arrivato ora e già mi dà fastidio.
EFDP: A me fa cagare altamente.
DR: Scialbo, primo passo falsissimo in una produzione interessante.
EFDP: No, ma è veramente inutile, e non capisco cosa ci abbia trovato di così bello da inserirla anche in Ekstasis, specie accostandola all’unico momento degno di nota che è Four Gardens.
DR: Forse per controbilanciare, succede la stessa cosa qui: “No, questo non è da me! Bellissimo! Ora devo far cagare.”
EFDP: [se la ride] Se l’intento fosse programmatico, lei sarebbe un genio.
DR: Due volte di seguito danno da pensare…

[Interlude]

EFDP: E torniamo nell’ambient silvestre, con tanto di campionamenti di gufi (oppure utilizza tastiere che sembrano ricordare gufi), con tanto di organo alla Nico.
DR: Che non mi dispiace, ma più che altro è una cosa mia. Parlo del field recording, ovviamente.
EFDP: Anche a me non dispiaceva per niente, ora sembra Fursaxa meno lo-fi.
DR: Ma pur sempre lo-fi.
EFDP: Senz’altro.
DR: Un simpatico clavicembalino… e ora…

[Celebration]

EFDP: Atmosfere notturne…
DR: …che sembrano campionate da Stravinskij con il contrasto a mille sul fruscìo del vinile.
EFDP: Stavo per scrivere la stessa cosa.
DR: “Oh, non è che ce l’ho aggiunto io, è proprio vinile… Non è vero niente, ho solo simulato l’effetto del vinile… No, dai, è vinile.”
EFDP: E ora, vai di Laurie Anderson!
DR: Dopo un intermezzo alla Frusciante, parte il pianino.
EFDP: Quindi cominciano synth scacissimi e ambientazioni cosmiche alla Natural Snow Buildings che non guastano mai.
DR: Concordo sui synth! Finora abbiamo capito che se la cava sulle tracce più lunghe.
EFDP: Decisamente, questa si sviluppa bene.
DR: Il paragone proposto da Scaruffi con Rock Bottom non è proprio proprio proprio proprio campato in aria.
EFDP: No, effettivamente no.
DR: L’accordo è perfino lo stesso, manca un magistrale alternarsi spaccacervello di tempi pari e dispari, ma si può fare (sono stato un anno appresso alla coda di Sea Song di Wyatt, cercando di capire che cazzo di tempi fossero).
EFDP: Non penso sia nei suoi interessi, non credo che i suoi dischi nascano con l’intento di essere prog. Poi, se ti riferisci al paragone con Wyatt, allora sì, difettano del tutto di questa caratteristica.
DR: Sì, mi riferivo al paragone. Se poi la Holter risulta prog, mica è voluto: troppo pochi strumenti e troppi intermezzi concreti (i quali intermezzi non dispiacciono, ma non sono roba sua).
EFDP: E ora…

[So Lillies]

EFDP: …alla stazione del treno. Questo mi ricorda Shiina Ringo ma va beh, sono l’unico.
DR: Guarda un po’, anche nei testi parla di stazione, tra parentesi. Ma ti pare il momento di fare il soundcheck, adesso?
EFDP: [ride] E ora parte un sintetizzatore minimale a scandire un beat.
DR: E dice pure “Get ready”. Yeah! Sto ballando! Questa dovrebbe essere la Goddess Eyes del lato B, ma è molto meglio: ballare non stona.
EFDP: No, infatti, è decisamente meglio strutturata.

[Finale]

EFDP: E ora, la marcia di Mendelssohn.
DR: Bach.
EFDP: All’inizio mi pareva Mendelssohn, ma sì, è Bach.
DR: Leggo dal PDF che ti ho linkato:

Recordings are positioned by an aural logic rather than in the chronological order shown above. After Phaedra’s suicide, all chorus men speak the last line of their tragedy of choice.

NOOOOOOOO! Gli archi sintetizzati NOOOOOOOOOOOO!
EFDP: [se la ride di nuovo] E poi ti piace Enya eh?
DR: Almeno lì si sente di meno, è meno sgamato.
EFDP: Boh, per me non sono un problema. Amo i Black Tape For A Blue Girl, che di archi sintetizzati ne abusano.
DR: Ma lì è tutto modificato in modo tale da non sembrare neanche archi, bisogna anche vedere come li si sintetizza: se li sai maneggiare, bene; se devi suonare la tastierina, ritìrati.
EFDP: D’accordo, resta il fatto che qui non mi provocano chissà quale fastidio.
DR: A me sì, perché è sgamatissimo. […] Ora che voci celesti li nascondono, mi infastidiscono meno. […] E qui abbiamo la traccia più armonicamente complessa.[…] Scusa, ho sbagliato avverbio, ma gli strumenti (tanti, compresi i maledetti archisynth) si intrecciano e confondono.
EFDP: Finito. Per me è sicuramente migliore rispetto ad Ekstasis.
DR: Non mi è dispiaciuto, ma l’avesse fatto decenni prima avrebbe fatto la figura del genio.
EFDP: Complessivamente a me è piaciuto, niente per cui mi strappo i capelli, ma le idee qui sono meglio organizzate e sviluppate. Non ambisce a diventare la strambona pop del momento.
DR: Lo è già (leva le parole “pop del momento”).
EFDP: Beh, con Ekstasis ambisce a diventare la strambona pop. I pezzi complessivamente ricordano canzoni più strutturate e quanto al “del momento”, sì, è vero: c’è già Grimes che le contende il primato. Puah!
DR: Benone, fin qui abbiamo capito che dischi così possono farli tutti. Non ne faccio una questione culturale, ma di mezzi: i prezzi si sono abbassati, le tecnologie si sono volgarizzate, i mezzi per piratare tutto sono tantissimi, concetto comprensibile già ai tempi di Meet The Residents. Il problema è *comporli*, questi dischi.
EFDP: Essenzialmente, l’originalità attualmente va a coinvolgere l’aspetto compositivo: la Holter a suo modo è originale, ricorda 3000 artisti diversi e al contempo nessuno nello specifico.
DR: Poi “comporre” è una parola quasi fuori luogo: da qualche tempo comporre e assemblare sono quasi sinonimi (v. Vampire Rodents).
EFDP: L’assemblaggio è comunque composizione.
DR: Certo, ma a un certo punto si pone il “problema dello strumento”: quando si compone, lo fai strumento alla mano o lo suoni dopo aver scritto? Sei schiavo dello strumento o viene dalla tua mente e dal tuo orecchio (come dovrebbe essere)? Riporto al caso attuale: l’assemblaggio fa la composizione o la composizione fa l’assemblaggio?
EFDP: Uno fa l’altro e viceversa, non mi pongo il dilemma perché per me non esiste.
DR: In generale potrebbe non esistere, ma per alcuni compositori sembra esistere.
EFDP: Per dirti, il mio disco dell’anno scorso è uno dei dischi meno composti di sempre: Without The World di Birds Of Passage. È un disco “cantautorale” in cui perlopiù sono droni ad accompagnare le melodie di Alicia Merz.
DR: Ascolterò quanto prima.

E invece non l’ho ancora ascoltato, ma sicuramente ritenteremo l’esperimento. Sigla:

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