Live report: Tim Hecker, Basilica di San Giovanni Maggiore, Napoli, 24 settembre 2014

25 settembre 2014 § Lascia un commento

Bene, che faccio? Lo uso o non lo uso? E le luci, le accendo o le spengo?

Bene, che faccio? Lo uso o non lo uso? E le luci, le accendo o le spengo?

Non so voi, ma quando uno campiona interviste e spezzoni dal vivo dei Van Halen per farci un EP ambient, nonostante Chill Out dei KLF, è quasi automatico volergli bene. E io a Tim Hecker voglio bene, per via di My Love Is Rotten To The Core, ma anche per gran parte del resto, che include, sissignore, Ravedeath, 1972 e Virgins. A seconda dell’anno di rilascio, la sua opera, soprattutto la recente fase “liturgica”, è in grado di non far rimpiangere William Basinski, Christian Fennesz, Klaus Schulze, Steve Reich, Terry Riley, Kevin Shields e non ricordo chi altro. Con questi presupposti, conoscendo anche la storiella dell’organo a canne usato in una chiesa in Islanda, ricevendo qualche conferma da un registrazione su YouTube ottenuta di soppiatto durante un live alla Chiesa di Santa Cristina a Parma, potevo mai farmi sfuggire un live alla Basilica di San Giovanni Maggiore, riaperta due anni fa dopo 42 anni di restauro? E non inviti la tua ragazza e gli amici? Dai, altrimenti fa brutto. « Leggi il seguito di questo articolo »

Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #13: Syro (2014) di Aphex Twin

25 settembre 2014 § Lascia un commento

Volevo qualcosa di grosso per finire la pausa estiva e ce l’avevo. Era proprio questa, ma è arrivata a inizio autunno, mi scuso con tutti. Volevo fare pure un riassunto delle varie (ri)scoperte/conferme/altricazzi del mese di agosto, ma è troppa roba: FKA twigs, Von Lmo, Gareth Evans, Lick My Decals Off, Baby; ma ora non solo è tardi, ma mi è impossibile scrivere ogni cosa per bene.
Ad ogni modo, la fotta è considerevole, dato il fatto che non ci sono stati inediti a nome Aphex Twin dal 2001. Inutile stare qua a darvi ragguagli, perché già sapete tutto. Doveva essere un’anteprima, ma mi pesava il culo di editare tutto e l’articolo è uscito dopo il disco. Però ricordo che tipo di pubblico ho, quindi sto con l’anima in pace. Bando alle ciance, andiamo a vedere cosa ha riservato per noi il buon Richard nel suo nuovo album, Syro. « Leggi il seguito di questo articolo »

Visione parallela con ElFecondadòrDelPartenón #4 (feat. EyeWaste): Singham (2011) di Rohit Shetty

18 luglio 2014 § Lascia un commento

Molto diffuso in India è un genere di film detto “masala” in cui, come nel miscuglio di spezie dal quale prende il nome, confluiscono generi diversi e talvolta contrastanti per una durata media di due ore e mezza. Un esempio è Singam, film tamil del 2010 diretto da Hari e interpretato dal mitico Suriya che, al suo 25° film (come gentilmente specificato prima dei titoli di testa), sfoggia una faccia da schiaffi come poche dietro dei baffi a ferro di cavallo come non se ne portano dai tempi di Super Size Me. Il successo di questo film è stato tale da permettere il rilascio di un sequel, Singam II nel 2013 e di tre remake nel 2011: Kempe Gowda in kannada, Shotru in bengalese e Singham in hindi. Proprio quest’ultimo, diretto da Rohit Shetty e interpretato da un granitico Ajay Devgan, è stato proposto per una visione parallela dall’ospite di oggi: il mio amico EyeWaste, folgorato dalla visione di questa scena. « Leggi il seguito di questo articolo »

“LET’S GET READY TO RUNDLE!!!”: Some Heavy Ocean (2014) di Emma Ruth Rundle

13 luglio 2014 § Lascia un commento

Considerate questa recensione come parte di un altro esperimento che sto conducendo con ElFecondadòrDelPartenón: LA RECENSIONE PARALLELA. Ciascuno di noi due recensirà lo stesso disco per conto proprio, altrimenti si chiamava collaborazione, e… e non so cosa viene dopo. Ad ogni modo, al termine di questa recensione, ci sarà un link all’altra recensione e poi vedete voi che fare, se metterla ai voti, fare confronti. Sì, ma poi diventa una sfida, non un’attività parallela. Vabbe’, è una cazzata, ma magari ci si diverte, dai.
Io comunque ho recensito così. « Leggi il seguito di questo articolo »

Visione parallela con ElFecondadòrDelPartenón #3: Thermae Romae (2012) di Hideki Takeuchi

9 luglio 2014 § Lascia un commento

Il film di oggi è Thermae Romae, segnalatoci da Film Per Pochi e uscito per la prima volta nei cinema nostrani alla fine dello scorso giugno nonostante il biennio di età. Tratto da un manga di Yamazaki Mari, con personaggi dell’antica Roma interpretati da attori giapponesi, il film sembrava promettere trashate a non finire a noi spettatori ancora memori e feriti da S.P.Q.R. con Boldi e De Sica. Invece…
Scoprite anche voi di cosa siamo stati testimoni ElFecondadòrDelPartenón ed io durante la visione. Ecco a voi Thermae Romae. « Leggi il seguito di questo articolo »

Il narratore lo vedi dal coraggio: Cystema Solari (2014) di Uochi Toki + Nadja

25 giugno 2014 § Lascia un commento

Voi siete qui.

Voi siete qui.

I testi di Matteo “Napo” Palma, fondatore assieme a Riccardo “Rico” Gamondi degli Uochi Toki già Laze Biose, permettono, soprattutto nel contesto hip-hop al quale non riesce ad appartenere, un paragone non troppo azzardato con l’opera di James Joyce, grazie a una libertà formale che altri sembrano non volersi permettere, un lessico che sembra inesauribile, argomenti che chissà dove va a pescarli, figure retoriche da far invidia ai nostri anni alle superiori e spietati passaggi logici che inevitabilmente sfociano, appunto, nel flusso di coscienza. « Leggi il seguito di questo articolo »

Ascolto parallelo con ElFecondadòrDelPartenón #12: Gomba Reject Ward Japan (2007) dei Five Starcle Men

11 giugno 2014 § Lascia un commento

Voglio dedicare all’album in questione uno speciale in due, forse tre parti. Questa è la prima. Aspettavo solo il momento giusto per proporvela.

All’inizio di gennaio, proposi a ElFecondadòrDelPartenón di ascoltare un disco che, secondo un popolare blog musicale, non sfigurerebbe accanto a titoli del calibro di Trout Mask Replica di Captain Beefheart, Eskimo dei Residents o Philosophy Of The World delle Shaggs. Quando una persona di cui ti fidi ti cita tre dei tuoi album preferiti, che fai? Non vai a controllare?
Ve la faccio breve, per quanto posso: tratteremo qui l’intera discografia di due adolescenti, amanti dello sciroppo per la tosse, che negli anni ’90 non sapevano di avere l’underground degli anni ’00 tra le mani e di conseguenza non sono riusciti a dirlo al resto del mondo, che si è dovuto adeguare al proprio presente. Meno male che c’è l’uomo del Giappone. Poi vi sarà chiaro tutto, promesso.
Bando alle ciance, andiamo a trattare questo capolavoro annunciato, seppure a quattro gatti: Gomba Reject Ward Japan dei Five Starcle Men. « Leggi il seguito di questo articolo »

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